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sabato 4 settembre 2010

Notizie sull’iter della variante al Piano particolareggiato del “Parco” della Cesanella





L’Amministrazione comunale ha invitato i residenti nelle Vie F.lli Zuccari e Brandani ad un incontro che si terrà lunedì 6/9/2010, per presentare la variante al Piano particolareggiato del “Parco” della Cesanella, nonchè la proposta di delibera consiliare con la quale si accolgono o si respingono le osservazioni presentate e si approva definitivamente la variante stessa.

Per collaborare con l’Amministrazione, in questa operazione informativa per la trasparenza, il presente articolo offre un resoconto a tutti i cittadini interessati, in merito ai passi salienti del documento istruttorio relativo alle controdeduzioni del Comune sulle osservazioni presentate, che è all’esame della competente Commissione consiliare.

Il documento relativo alle controdeduzioni propone l’accoglimento delle osservazioni con le quali si chiede di non aprire su due lati al traffico di auto via F.lli Zuccari e via Brandani; di mantenere nel tracciato attuale la pista ciclabile; di prevedere la realizzazione di parcheggi al lato monte rispetto alla pista ciclabile; di realizzare a monte di tali parcheggi la nuova strada di collegamento delle case da costruire con P.Michelangelo a nord e con Via Pierelli a sud.

La motivazione della proposta di accoglimento è ascritta all’adesione di numerosi residenti alle osservazioni rappresentate nonché al fatto che le scelte contenute nella variante originaria, sul punto, pur essendo ritenute migliorative dell’assetto del territorio, non sono ritenute strategiche ai fini della programmazione.

La controdeduzione sulle osservazioni finalizzate a chiedere la realizzazione di una rotatoria nel Piazzale Michelangelo, in modo da evitare l’abbattimento di piante, propone di respingere tale proposta, perché la diversa previsione della variante, della doppia intersezione che canalizza il traffico dal “Parco” verso P.Michelangelo razionalizzerebbe meglio l’uso dei suoli ed il traffico, rendendo più diretto lo sbocco delle vie Botticelli e Tintoretto ed eliminando le criticità su via Perugino.

In merito ad una richiesta di rendere da subito fruibile il parco, il documento replica che la fruizione del “parco” è subordinata all’attuazione delle trasformazioni urbanistiche (attraverso le quali il Comune acquisisce le aree private) ed al reperimento delle risorse economiche necessarie per l’allestimento del parco. In passato, alcuni comunicati stampa avevano previsto entro il 2009 l’inizio dei lavori relativi alla realizzazione del parco. Probabilmente sono intervenuti contrattempi, o altro, di cui sarebbe interessante sapere.

E’ stata parzialmente accolta un’osservazione presentata da un’associazione di imprese edili, per far avere, al soggetto attuatore dell’intervento edilizio previsto nel parco, un abbattimento di costi (oneri, AUS, indici, …), considerato il momento di crisi che interessa il mercato edilizio. Nella conseguente proposta di riformulare l’art.4 delle norme tecniche di attuazione del piano, viene riconosciuta una “flessibilità”, nel senso che il progetto esecutivo potrà operare modeste variazioni ai tipi edilizi ed alla loro articolazione prevista dal piano, in base a specifiche esigenze programmatiche, fermo restando il modello d’uso del suolo previsto dal piano particolareggiato. La motivazione non si sofferma sulle ragioni giuridiche per cui non si ritiene a questo punto di dover sottoporre alla Provincia, per l’esame ai sensi dell’art.26 l.r. 34/92, la variante sostanziale che si avrà in questo modo, e nella misura in cui, grazie alla flessibilità delle menzionate norme tecniche, si potranno assentire modifiche ai tipi edilizi delle case da costruire, per dare maggiore libertà d’azione, nella progettazione definitiva.

E’ stato proposto l’accoglimento dell’osservazione mirata a creare, d’intesa con il privato proprietario dell’area, un passaggio pedonale fra via Guercino ed il “parco”, in modo da facilitare l’accesso ai residenti nelle vie Perugino, Guercino, P. della Francesca.

Per quanto riguarda l’area vicino a Villa Torlonia, è prevista la conferma della localizzazione della destinazione d’uso per i circhi ed in loro assenza per i parcheggi, per cui le osservazioni che proponevano soluzioni alternative andrebbero respinte, seguendo le tesi sostenute nelle controdeduzioni.

Un’osservazione è stata presentata dal Comune di Senigallia, Servizio urbanistica, e propone una verifica degli elaborati del Piano, per quanto attiene al rispetto degli standards urbanistici relativi ai parcheggi ed alla corrispondenza con il Piano regolatore del 1990, provvedendo ai necessari adeguamenti. Tale osservazione è accolta, e conseguentemente il perimetro della variante assume una nuova configurazione, per raggiungere lo standard di 5 mq di parcheggio per abitante.

Un’osservazione è stata proposta dalla Provincia di Ancona, con atto di Giunta n. 207 del 20/5/2010, al fine di rappresentare l’esigenza di verificare se il piano introduca modifiche sostanziali che possano configurare l’obbligo di sottoporre il piano a valutazione di impatto ambientale e valutazione ambientale strategica, atteso che il piano originario non è stato sottoposto a VIA e a Vas, ed emergono due soluzioni planovolumetriche diverse, nel piano originario e nella variante, soprattutto per quanto riguarda le aree edificabili e la diversa sistemazione della viabilità interna. Osserva inoltre la Provincia che il piano attuativo complessivamente ha una estensione superiore ai 10 ettari, condizione che la colloca tra i casi presenti nell’allegato B2, punto 5 lettera b) della L.R. 7/2004 “Disciplina della procedura di valutazione di impatto ambientale”, quale opera quindi soggetta a V.I.A. Pertanto, la Provincia, considerato che il piano particolareggiato vigente risulta approvato prima dall’entrata in vigore della legge regionale sulla V.I.A. (L.R. 7/04) e che quindi non è stato assoggettato alla Valutazione di Impatto Ambientale, ritiene necessario, prima dell’approvazione della variante, accertare la natura della stessa, al fine verificarne la sostanzialità, tramite l’utilizzo, come metro di valutazione, di quanto riportato al paragrafo 1.4 delle “Linee guida generali per l’attuazione della Legge Regionale sulla V.I.A.” (D.G.R. 1600/2004).

Con le controdeduzioni, il Comune richiama sinteticamente la DGR 1600/2004, limitatamente al punto 1.4, circa la definizione di ampliamento o modifica sostanziale da valutare ai fini della configurabilità dell’obbligo di sottoporre a VIA i progetti, e conclude che la variante non sia assoggettabile alle verifiche paventate dalla Provincia, in quanto le modifiche non sarebbero sostanziali. Il Comune, nella motivazione, non si sofferma su alcuni cambiamenti di localizzazione previsti con la variante e con la proposta della sua definitiva approvazione, per quanto riguarda il verde pubblico ed il verde privato, i parcheggi, i marciapiedi, e la diminuzione del verde pubblico che alla fine risulterà disponibile, per la realizzazione di giardini pubblici. Tali cambiamenti di localizzazione potrebbero rappresentare una delle ipotesi per cui si dovrebbe procedere a VIA e a VAS, in base al punto 1.4.1 della DGR 1600/2004, ma sul punto la motivazione è scarna. Si limita ad escludere l’esistenza di cambiamenti di localizzazione. Occorre considerare che, sempre secondo la DGR 1600/2004, per modifica od incremento si intende anche il cumulo di interventi parziali effettuati in fasi successive sul progetto originario. Se il progetto originario non è stato sottoposto a VIA, la variante va sottoposta a verifica se rientra nella tipologia del progetto di riassetto di aree urbane che interessano superfici superiori a 10 ettari.

Nella proposta di delibera manca una dettagliata motivazione sulla decisione di non sottoporre alla Provincia la variante per l’esame di cui all’art.26 l.r. 34/92, atteso che la Corte Costituzionale, con sentenza n.340 del 16/12/2009, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art.58, comma 2, della legge 133/08, nella parte in cui prevedeva che le delibere comunali relative alle “valorizzazioni immobiliari” potessero avere immediata efficacia come varianti ai Piani regolatori, visto il contrasto con l’art.117 della Costituzione, in base al quale la materia del governo del territorio rientra fra le potestà legislative regionali, non statali. Con legge statale quindi non si può derogare alla l.r. 34/92 delle Marche, che prescrive l’invio alle Province delle varianti urbanistiche, per l’esame di merito, sotto il profilo urbanistico, che è un esame diverso da quello operato ai sensi dell'art.30 l.r.34/92 sulla variante, atteso che è stata definita come non sostanziale, in quanto con delibera consiliare n.11/2009, il Comune di Senigallia aveva valorizzato le aree inserite nel perimetro del “parco”, ai sensi della norma cassata dalla Consulta, per cui non ha trasmesso alla Provincia la variante, ma ci si è basati su una norma dichiarata costituzionalmente illegittima. La variante al piano particolareggiato del “parco” ha recepito modifiche alla destinazione d’uso, introdotte con la delibera 11/2009, relativa alla valorizzazione immobiliare, ma siccome l’irreversibile trasformazione edilizia dell’area non è avvenuta, va rammentata l’efficacia ex tunc e retroattiva delle sentenze della Corte Costituzionale.

L’esigenza di riacquisire il parere Provinciale sulle varianti ex art.58 legge 133/08, quando non hanno avuto esecuzione, è stata affermata dalle Regioni:

v. http://www.regione.piemonte.it/autonomie/dwd/09_2010.pdf ; http://venetoius.myblog.it/media/01/00/343344427.pdf .

Pertanto, sul punto, si potrebbe valutare l’opportunità di un approfondimento.

Le considerazioni espresse in questa sede hanno il solo fine di promuovere la partecipazione ed un’analisi approfondita, e vista la delicatezza delle questioni affrontate chiunque pretenda di essere in possesso della verità assoluta rischia di essere poi smentito, per cui sarebbe preferibile limitarsi ad avviare un confronto su questi temi, il chè è oggettivamente più costruttivo delle polemiche giornalistiche.

Chi volesse visionare le tavole e la documentazione che abbiamo ricevuto, può contattarci accedendo al nostro sito internet.
Per le premesse considerazioni, riteniamo che vada seguita ancora nel suo iter, con la massima attenzione, questa importante variante, che ridefinirà il volto del nostro quartiere e del giardino pubblico del quale beneficerà tutta la città.

giovedì 14 maggio 2009

BREAKING NEWS: UN CROGIUOLO DI NUOVE INIZIATIVE DEL COMITATO!



Potrete recidere tutti i fiori

ma

non potrete fermare questa primavera

(Pablo Neruda)




Pace e bene a tutti, sono Calce Struzzo ed uso questo pseudonimo, per sorridere della forse troppo intensa passione per il mattone, che si è diffusa da qualche tempo a questa parte.

Ridere, perché ridere è il linguaggio dell’anima, solleticata anche dai profumi della primavera.

Il Comitato della Cesanella, che chiede il previsto Parco, subito, e progetta un sottopasso, e non solo, vive immerso in questa primavera delle coscienze, che si risvegliano e si uniscono, in nome di una sensibilità per l’ambiente, per l’infanzia e per l’identità culturale di un quartiere, che cerca di non diventare periferia inserita senza soluzione di continuità nel contesto urbano, e senza neanche un cartello stradale che indichi l’esistenza della frazione, come accade per le altre 16 frazioni.

La situazione è tranquilla e assolata.

L’area acquisita per realizzare il Parco della Cesanella appare bella, ampia ed è stata appena sfalciata.

Il bando per vendere all’asta circa 15.470 mq acquisiti dal Comune per realizzare il Parco è stato affisso da poco, e fa bella mostra di sé, con parole scritte in azzurro su sfondo bianco.

Il Parco ospita, finchè il sole è alto, dei cani, i rispettivi padroni e dei bambini, che potranno spingersi all’interno, fino a quando le giornate non saranno afose.

In mancanza di fitte alberature, si rischia lo squaglio.

Non essendovi stata per ora la possibilità di affrontare le nostre proposte in un pubblico o privato confronto, cercheremo di parlare personalmente con esponenti della maggioranza, uno per uno.

Tre di essi si sono espressi.

Un esponente di un partito rappresentato nella maggioranza consiliare senigalliese, a titolo personale o no, non lo so, ha plaudito non solo alle iniziative del Comitato, ma ci incontrerà, per esaminare il pacchetto di richieste per la Cesanella.

L’obiettivo è far sì che le nostre richieste si traducano in interventi effettivi, e non in chiacchiere.

Forse il Parco si può realizzare, subito, anche dopo aver previsto un Campus scolastico, e dopo aver messo all’asta 15.470 mq di area acquisita per realizzarlo, il Parco?

La risposta arriverà, e sarà divulgata in una delle prossime riunioni del Comitato.

Conteranno solo i fatti.

Per motivi di privacy non saranno forniti dettagli e nomi.

Un altro Consigliere della maggioranza, si è espresso con entusiasmo rispetto a tutte le proposte del Comitato, e sono stato sorpreso di ciò.

Infine, un terzo esponente della maggioranza ha dichiarato su un giornale: “E’ inutile dialogare con chi è prevenuto e chi, come il Comitato pro Cesanella ed il Pdl, ripete di continuo che nella nostra città è stata sospesa la democrazia”.

Gli altri politici locali potremmo incontrarli, suonando al campanello, come fanno anche i testimoni di Geova o previo appuntamento, da prendere per telefono.

Le forze politiche della minoranza sono da tempo insieme a noi per sostenere il Comitato, e quindi sono sentitamente ringraziate per quello che possono fare e potranno fare.

Fatto sta che per ora la maggioranza è un’altra, e con essa si deve educatamente trattare.

Se non ci saranno l’ascolto e la collaborazione auspicabili, la gente sceglierà dei rappresentanti in Comune più attenti rispetto alle proprie richieste.

E’ la legge della democrazia, che a Senigallia vige.

Riassumendo: avvieremo incontri con tutti i politici che potranno aiutarci, ed il primo incontro è già in calendario.

Un pensiero per i referenti del Comitato Versus Complanare… e non solo, perchè esprime meglio di noi proposte valide ed obiettive, con una moderazione superiore, in rapporto alla delicatezza delle questioni che affronta.

Dott.re Calce Struzzo




martedì 7 aprile 2009

LETTERA APERTA DEL DOTT. CALCE STRUZZO, A FACCIA VISTA.

Sono il dott. Calce Struzzo, imprenditore immaginario, nome di fantasia, alter ego di uno scrittore della diffusa passione per il mattone, e per il cemento armato.

Pensando al terremoto, ed alle sue vittime innocenti, bambini, anziani, viene voglia di silenzio e di pensare, di fronte a queste stragi, alla resurrezione dell’animo cristiano, fonte di solidarietà.

Prima e dopo le calamità, ci facciamo tutti gli affari nostri.

Adesso no, partono i volontari e gli aiuti.

Il male, quando arriva, ha in sé un germoglio di bene. E viceversa.

Crescerà?

E se crescerà, sarà il bene di tutti? Di tutti tutti?

Non lo so, ma penso che ragionare aiuta.

La trasformazione di un terreno da agricolo a edificabile è un bene per quel proprietario.

La perimetrazione di un parco, in alcuni casi, è un bene, un po’ per chi potrà fruire del parco, e un pochino anche per i proprietari della terra su cui è previsto il parco, ai quali è offerta la possibilità di edificare, ai margini, in cambio della cessione volontaria dell’area da destinare a parco, e del relativo indennizzo. E ci mancherebbe. Il parco in teoria si può fare anche con un esproprio, ma …

La ricostruzione post sisma è un bene per le popolazioni interessate, anche come opportunità di sviluppo. E ci mancherebbe.

Le strade belle, grandi, con l’asfalto che beve la pioggia e mangia la polvere, come la complanare, sono un piacere, per i guidatori. Sarà un piacere anche per chi perderà la terra, per chi sentirà e vedrà i lavori da vicino, e poi.. rotatorie, rampe, tiranti, piloni, muri di contenimento e pannelli? Con il serio ristoro dell’indennizzo per il terreno di circa € 1,50 a mq? Fatevi un’idea.

Ascoltate il Comune, o i Comitati, o chi ha la vostra fiducia. Fategli queste domande.

L’equità viene prima della legge e della politica, serve a risolvere i problemi collettivi di tutti.

Se alcuni interessi sono mortificati, legge o non legge, la mortificazione c'è e resta, e non è questione di sindrome di pimby, di nimby, di bamby o di come cavolo si chiama.

Quando una sventura arriva, arriva il trauma e subito si muovono tutti, cittadini e politici, PD, PDL, Grande Centro e tutti gli altri, Verdi compresi, che sia una calamità più o meno grave è lo stesso, che sia un terremoto, o che sia anche solo un cittadino povero ( o 1.000 o 10.000 ) che vede ( o vedono ) l’asportazione chirurgica, anche ineccepibile, con gli spiccioli, del capitale di una vita.

La politica recuperi, se non lo ha già, il proprio senso di equità, prima che ogni presunta mortificazione sortisca i propri effetti, i quali comunque saranno leniti con gli anticorpi della politica stessa (con il proprio senso di equità).

I politici leggono i blog, e cercano di migliorare in corsa gli aspetti più delicati del proprio operato.

Villanova, 7/4/09
Dott. Calce Struzzo
Lettere al dott. Calce Struzzo

Avvertenza legale. Le parole che seguono sono significanti in libertà, privi di significato, artifizi verbali sperimentali e giocosi, frutto esclusivo della fantasia dell’autore, per sorridere e riflettere.

Chi dovesse violare il copyright o utilizzare in modo illegale i contenuti presenti in questo sito sarà perseguito civilmente, penalmente e da alcuni cani mordaci addestrati ad inseguirvi financo nei vicini canyon.

Ritorno alle semiserie vicende del personaggio di fantasia, il dott. Calce Struzzo, imprenditore edile, che crede nel mattone e nelle sue possibilità di far ripartire l’economia, e le sue tasche.


Gentile Calce Struzzo,
Com’è ch’machì la gent’n’s’smov’manc’sa le bomb’?
Montaldo Ti Castro, 1/4/09
Sig.a Arigatoni Balilly
Risposta:
Cara Pastasciutta,
Semplice. Noi Calce Struzzi siamo come i Samurai. Sovrani sapienti e stimati.
Oligarchia agrodolce, sole, mare, spaghetti, pizza e mandolino.
Cha cha cha. Un passo avanti, e due indietro.
Santi venerati per la sicurezza ed il benessere che offriamo.
Come in Giappone, i Samurai. Arigatò.
Hiroshima/Nagasaki, 1/4/09

Gentile Calce Struzzo, vuole spiegarci in sintesi gli altri metodi, dopo quelli espressi nel suo precedente articolo, per consumare legalmente il territorio, utilizzando le norme urbanistiche esistenti? Siamo interessati, per fabbricare, sistemare i nostri figli, vivere di rendita e magari chiudere la serranda della casa definitivamente con un muro, per non uscire, né sudare o lavorare…

Caccamo, 1/4/09
Sig. Carton Calma e Sig. Gesso Bianco
Risposta:
Gentili sigg.ri Calma e Gesso,

per evitare di essere noioso, sintetizzo solo alcuni dei sistemi volpini.

Variante urbanistica "meteora" = aumenta gli indici di edificabilità in tutta la città e dappertutto, ma viene ritirata subito dopo, come se si trattasse di un errore, e potrebbe anche essere. In quei pochi giorni di vita, fatto sta che, come un gruppo di farfalline, arrivano al Comune alcune richieste di permesso di costruire in sopraelevazione, o in demolizione – ricostruzione, da chi ha i mezzi per accalappiare col retino le meteore, assodato che ci vuole del tempo per predisporre una pratica edilizia di tal guisa.

Il frustolo di terreno = strumento sadico o masochistico (sado maso) per aumentare la volumetria realizzabile in un terreno vicino ad una strada. Basta acquistare dal Comune una piccola fascia inedificabile a lato della strada, farla sdemanializzare e pagarla poco, perché è area di sedime non utilizzabile. Accorpata al lotto edificabile, la fascia imbrecciata frustolare acquista miracolosamente valore e contribuisce a formare il volume edificabile, perché in genere più terra c’è e più volume si può realizzare.

L’edilizia agricola = quando un terreno è irrimediabilmente inedificabile, vincolato ed in pendenza, e magari anche con problemi di smottamenti e chi più ne ha più ne metta…si può fabbricare. Basta individuare un vecchio casolare agricolo, o degli annessi agricoli, o dei ruderi (dove non ce ne sono?), e quindi farli ristrutturare da un imprenditore agricolo, perché gli è consentito, a certe condizioni e a patto che l’imprenditore agricolo utilizzi per la propria impresa l’immobile.

Bocche stuccate = quando qualcuno disturba con polemiche noiose lo sviluppo edilizio, chi detiene cospicue risorse finanziarie può comodamente avviare, con pochi spiccioli, per lui, delle cause civili o penali, più o meno infondate, non importa, quando i soldi ci sono, per risarcimento danni o per diffamazione, con il vantaggio di indurre al silenzio il malcapitato, che dovrà attendere anni, in un silenzio umano consequenziale, per avere alfin ragione, ed un pugno di mosche in mano, un misero ritorno, con l’assoluzione o la sentenza civile, delle spese economiche sostenute per la difesa.

La spalmatura e la migrazione delle cubature da un terreno ad un altro.

La cessione delle potenzialità edificatorie = Roba da affumicare i cervelli. Affermandosi il principio che la possibilità di costruire su un terreno edificabile non rappresenta una possibilità connaturata alla proprietà del terreno stesso, ma che la volumetria è un bene immateriale che può essere ceduto separatamente, arriviamo ad una deregulation ed alla liberalizzazione dell’urbanistica, che è definita "contrattata". I Comuni possono finalmente valorizzare le potenzialità edilizie di terreni privati, per perseguire finalità di interesse pubblico, come l’esecuzione da parte del privato di opere pubbliche od infrastrutturali, oppure possono far passare, nel quadro di accordi, volumetrie da terreni di piccole dimensioni a terreni più ampi. Il valore delle villette con giardino è superiore a quello degli appartamenti con la stessa superficie utile lorda, in condomini. Il novero delle operazioni possibili è infinito, come il novero dei giudizi che ciascuna operazione può ricevere. Qui non si fa politica, ma accademia.

L’alTAR = gli appalti, i piani urbanistici, i concorsi, i progetti di opere pubbliche, e vari altri procedimenti amministrativi hanno vari passaggi intermedi, ciascuno dei quali è tradotto in un provvedimento amministrativo. Se una persona normale avesse l’ardire di ingaggiare una battaglia legale contro una P.A. in riferimento ad uno di questi procedimenti formati da vari provvedimenti intermedi (per esempio: nell’opera pubblica i provvedimenti che formano l’iter sono lo studio di fattibilità, il programma delle opere pubbliche, il progetto preliminare, il progetto definitivo, la decisione nella conferenza di servizi, il progetto esecutivo, la valutazione di impatto ambientale, se prevista, la valutazione ambientale strategica, se prevista, ecc…), dovrebbe notificare tanti ricorsi quanti sono i provvedimenti autonomamente impugnabili, nel senso di immediatamente lesivi di interessi legittimi. Accade spesso che i provvedimenti intermedi siano immediatamente lesivi e quindi da impugnare subito con un ricorso. Decorso il termine di 60 giorni, i provvedimenti intermedi non sono più impugnabili avanti al TAR, e le eventuali illegittimità divengono incontestabili. Inoltre, se viene modificato un provvedimento dopo la sua impugnazione, con una modifica che recepisce quasi tutti i motivi del ricorso, al cittadino non soddisfatto non resta che la possibilità di fare un altro ricorso, se vuole continuare il contenzioso. Altrimenti l’atto che modifica il precedente rischia di diventare inoppugnabile dopo i 60 giorni, perché non è stato impugnato. Il contributo previsto per un ricorso al TAR si aggira sui 500 euro in genere, oltre alle spese per le notifiche del ricorso a tutti coloro che possono avere interesse, e sono spesso tanti gli interessati. Oltre alle spese per l’avvocato.

I controlli moderni = chi controlla le società di capitali e le P.A. è realmente indipendente dal soggetto che controlla? Chi partecipa alla decisione di scegliere gli organi di controllo interno, sarà poi controllato dal prescelto? ( cfr., per farvi un’idea, la disciplina relativa alla nomina del Difensore Civico, del Revisore, dei membri dei vari collegi sindacali e dei nuclei di valutazione interni) Conoscete le leggi che consentono agli amministratori di scegliere o di far scegliere i dirigenti, a tempo determinato, senza un pubblico concorso ("spoil system")? E della proposta elezione diretta dei P.M., e della separazione delle carriere tra P.M. e Giudici, sapete qualcosa? Io no, no, nente sacciu.

Villa Potenza, 1/4/09

dott. Calce Struzzo

Ciao Calce,
come mai non ti butti in politica?
Casilina, 1/4/09
Sig. Euro Testa e Sig.a Dolores Croce
Gentile Fam. Spiccioli,

i veri potenti, come i Calce Struzzi, mandano avanti fedeli emissari nullatenenti, così se questi ultimi saranno oggetto di pretese risarcitorie, per quello che fanno loro, nel nostro interesse, non ne risponderà nessuno, patrimonialmente.

Qualcuno dei Calce Struzzi è sceso in campo di persona in politica, ed è stato accerchiato, come se fosse l’unico a farsi gli interessi propri.

Tutti fanno gli interessi propri. Poco spazio per gli interessi di tutti.
Quello che è mio è mio. Quello che è di tutti lo è un po' meno...

Quelli più furbi hanno gruppi organizzati per portarli avanti, ed eleggono all’unisono i loro rappresentanti politici. Formare un gruppo vuol dire fare pressione, anche per orientare gli acquisti, le relazioni, la comunicazione, ecc..

Chi ha più peso economico riesce meglio a farsi gli affari propri..
Ecco spiegato il distacco verso la politica.
Ecco spiegata la povertà, risultato della moltiplicazione di 1000 furbizie tra loro.
C’è bisogno di un ricambio, forse.
Casette d’Ete, 1/4/09
Dott. Calce Struzzo



domenica 15 marzo 2009

PARCO DELLA CESANELLA PRIMA PARTE

IL PARCO DELLA CESANELLA:

UN BENE O UNA MERCE ?



Quello che sta accadendo a Senigallia è il frutto di un pervicace rifiuto ad un progetto
pubblico dell’uso della città e del territorio.

E’ quello che avviene quando la visione ed il futuro di una città viene affidato, in modo totale, alla crescita di una economia basata esclusivamente sulla rendita fondiaria-immobiliare e dove la ricchezza (per pochi) nasce dall’assalto di un bene(il territorio) che è di tutti,
con differenza stratosferiche tra il valore investito ed il valore realizzato.

E’ giocoforza che, con una visione esclusivamente economicistica dell’urbanistica, poi il risultato sia lo scombussolamento urbanistico, l’aggressione al territorio e,non ultimo, il disagio dei cittadini.

L’edificazione al parco della Cesanella è l’attacco, nemmeno tanto velato,agli spazi pubblici e agli usi pubblici della città L’erosione degli spazi pubblici ormai ha raggiunto la velocità di una smottamento.

Avevamo già avuto modo di vederlo nel Piano del Centro Storico dove una Piazza è stata individuata come sedime fabbricabile (magari con una spolveratina di social housing. Da dare ai privati?) e con un nobile palazzo già in odore di mini-appartamenti, l’abbiamo visto con la Variante del Lungomare dove aree demaniali debbono fare da corredo ad un intervento privato di edilizia per alto censo e fitness, l’abbiamo visto con lo Stadio Comunale dove , per reperire parcheggi mai richiesti ai privati che si sono dilettati in centinaia di appartamenti nell’intorno, si è dovuto sacrificare il campo di allenamento e lo si è visto anche
nella Variante Arceviese strizzando l’occhio al nuovo mercato del terziario avanzato .

Anche qui, come oggi, a dire che la parte fabbricabile era già stata assegnata in tempi lontani. Beh, qui va a finire che anche per il pubblico i “diritti edificatori” vengono idolatrati come “l’idolum fori” al pari dei privati.

I diritti edificatori sono quella bizzarra teoria (su cui la Cassazione più volte si è espressa)
secondo la quale quando si è attribuita una capacità edificatoria ad un’area, poi questo gentile “cadeau” non può essere tolto al proprietario ( è l’esaltazione della rendita parassitaria più che del profitto.

E pensare che il vincolo per pubblica utilità decade dopo soli cinque anni!)).

L’amministrazione può fare ricorso, beninteso, a questo disinvolto uso di “diritti”, ma almeno
la smetta di cianciare sulla “rottura col passato”, su “new-deal urbanistico”, su nuova attenzione all’ambiente.

Si è dato inizio ad uno sciagurato e aberrante meccanismo di fare fronte alle ristrettezze contingenti di bilancio ed alle spese correnti sacrificando il territorio , ritenuto un valore secondario, e tra l’altro senza nessuno obbligo (come prevedeva la Legge 10/77) di re-investire su di esso.

Questo processo infernale ha portato addirittura, nel caso dell’area di San Gaudenzio, a trattare un vincolo ricognitivo (cioè valore di bene per sua intrinseca natura) con la sufficienza di un semplice vincolo “funzionale o urbanistico”, sempre per ragioni di cassa.

Questi ultimi otto-nove anni hanno visto esaltarsi a ritmi vertiginosi il consumo del suolo favorendo da un lato l’espansione urbana e dall’altro l’espulsione dalla città di una larga fetta di senigalliesi, che si sono dirottati sui paesi limitrofi ( Passo Ripe, Casine ePianello di Ostra, Ponte Rio, Marina di Montemarciano).

C’è di che domandarsi perché l’edilizia senigalliese (che non conosce crisi) non è per i senigalliesi.

l consumo del suolo ha portato anche “al consumo della mobilità.”, dove ad un inalterato

numero di spostamenti si registra un sensibile aumento della lunghezza delle percorrenze (all’Assessore Ceresoni questo dice qualcosa ?).

Insomma qui c’è un territorio che viene considerato non più come un bene ma come una merce, che deve produrre profitto economico. Però, piccola ma importante notizia, qualcosa
sta muovendosi.

Cresce dal basso una spinta, una resistenza di base da parte di chi, in comitati, in gruppi, in associazioni, non ci sta più alle chiacchiere e alle facili promesse delle lingue biforcute.

Preferisce piuttosto “saltare la finestra che mangiare la minestra (avariata)”, e considera il territorio, il paesaggio, il lascito culturale della città come un “bene comune e un bene primario” da difendere al pari dell’aria, dell’acqua, della luce. Nelle prossime battaglie non si accontenteranno più dei soliti segnali di fumo.


articolo tratto dal sito

www.versuscomplanare.com / Ing. Stefano Bernardini