martedì 23 febbraio 2010
IL FLORILEGIO NELL' ELOQUIO DEL PALAZZINARO CONVERTITO
mercoledì 30 dicembre 2009
I PERSONAGGI DEL 2009
I " genialoni " di questo
anno che va a concludersi !
- di Laura Mengucci
Tutti pensavano che era scomparso dalla scena, invece ritorna Calcestruzzo rigeneratosi dalle ultime salutari colate di cemento che hanno reso più bella la città.
Questo si dice, nella campagna elettorale, e lui ha deciso di partecipare, a suo modo, cercando di non offendere nessuno, ma semmai di far sorridere della passione forse un po' eccessiva per il mattone che hanno un po' tutti, tanto che costruire alla Cesanella è diventato ormai un argomento che non si può mettere in discussione. Sembra.
Un nome, uno specchio per i lettori: Calcestruzzo.
Per rispettare l'apoliticità del Comitato non rivelerà la sua identità, avendo egli l'intenzione di presentarsi alle elezioni, ma ci inviterà a riflettere anche nel 2010 con nuovi interventi.
Egli scrive su quotidiani on line, e per chi è interessato alle cose strane che scrive appunto.
Per alcuni è un esperto, per altri un pennivendolo. In attesa che qualcuno che ci capisca di più ci parli dei problemi della nostra Cesanella, eccovi servita la sorpresa per il 2010!!
LA NUOVA VIA VERDI: UNA STRADA PER RICORDARCI IL FUTURISMO?
di Calcestruzzo
Sono a buon punto i lavori di “riqualificazione” della parte iniziale di via Verdi, a Senigallia, ed inizia ad apparire quello che sarà il nuovo volto di questo pezzo di città che lega in qualche modo il centro con la periferia a nord, in una linea di continuità sempre più marcata.
Vedere una nuova strada, ai non addetti ai lavori come è lo scrivente, può fare a volte un effetto diverso da quello che si era avuto, leggendo i progetti o i comunicati stampa che li hanno accompagnati come presentazione.
Nel caso di Via Verdi l’effetto è veramente strano: marciapiedi larghi, in rapporto a come sono ridotti i marciapiedi in altre parti della periferia ( es. Cesanella ).. Lampioni leggermente curvati. Uno stile diverso rispetto a quello di altre strade vicine per certi aspetti.
La carreggiata è ristretta, e subisce ogni tanto un netto allargamento breve per ospitare alcuni pochi parcheggi isolati, in prossimità di alcune case. Come parcheggeranno quelli che approfittavano della larghezza del vecchio tracciato, per parcheggiare e recarsi a fare spesa o caricare la merce dai vicini negozi?
I marciapiedi, che forse ospiteranno piste ciclabili, da pattinaggio sul ghiaccio, da rally, o mercatini interculturali (dipenderà dal colore politico della prossima amministrazione), sono ben protetti da uno spartitraffico in marmo bianco o qualcosa del genere, ed è impossibile passare dalla strada al parcheggio, per una sosta auto “fai da te”.
Il passaggio dal maxi marciapiede alla strada è parimenti sconsigliabile, per i passeggini o le bici che potrebbero essere autorizzati a passare, con strisce rosse o di altri colori difficilmente prevedibili, a tre mesi dalle elezioni.
Riflettendo sulle strozzature del marciapiedi, viene da pensare al senso dell’operazione di riqualificazione, in attesa che i soliti ben informati rovinino l’aspetto volutamente superficiale di questo articolo, che non vuole essere documentato, ma solo coerente con il pensiero che può avere un passante qualsiasi, in quanto anche ciò che pensa il cittadino e il popolino tanto vituperato ha un senso, a volte.
Ai lettori il compito di andare sul posto e farsi un’idea.
In un periodo elettorale, i facili trionfalismi tingeranno di meraviglia anche questa riqualificazione, rispetto alla quale si potrebbe proporre l’intitolazione dell'opera al genio futurista Marinetti che credeva nel potere della mente umana di superare ogni problema.
Questa via avrà forse un senso con un super Sindaco, che ci capisca più di un tecnico, e che possa dimostrare, dopo il taglio del nastro e di qualche fetta di prosciutto (di maiale) che abbiamo come al solito preso cavoli per fischi.
mercoledì 3 giugno 2009
DRAMMATICA FINE DEL REPORTER “CALCE STRUZZO” !

e non c'è,
ma dobbiamo farcela noi,
se vogliamo essere,
e non sarà mai una per sempre,
ma di continuo e infinitamente mutabile"
(Pirandello)
I sanitari, prontamente sopraggiunti con l’ambulanza, non hanno potuto che constatare il decesso. La Magistratura ha avviato un’inchiesta.
Le tristi spoglie del palmipede saranno tumulate nell’isola di Cacatoa. E così se ne è andato, orribilmente maciullato, il reporter d’assalto…
Ma è solo uno scherzo.
La formula del “Comitato di quartiere moderato, gioviale, apartitico, propositivo, che cerca accordi con tutti i possibili interlocutori politici, per raggiungere obiettivi chiari e predeterminati” forse porterà solo apprezzamenti, parole e promesse, e sarà abbattuta, come Calce Struzzo.
Fatti? Zero, per ora. Vedremo, in futuro.
Per altro verso, la strada dei ricorsi, della contrapposizione, e della resistenza attiva non mi appare parimenti foriera di stravolgimenti epocali.
Che fare?
Il Grande Parco, il sottopasso, e non solo, saranno ottenuti dal nostro anelante Quartiere periferico solo quando e se lo vorranno gli skateholders?
Quanto conta il fatto che molti del quartiere li vogliono ?
Mi destruzzo, forse ricomparirò con altre spoglie, e per godermi un Grande Parco me ne andrò in montagna, senza il computer e senza la tivvù...
The end
lunedì 11 maggio 2009
OGNI DUBBIO ... E' FUGATO... CON LA DOLCE EUCHESSINA !
Meno flautolenza, e più consistenza!
(Finalmente una nuova proposta concreta, sorprendente e non fumosa, dal Comitato!)
Nel periodo in cui è ripartito il negoziato di pace tra palestinesi ed israeliani, e tra americani ed iraniani, ci aspettiamo un segnale di pace dagli Amministratori Comunali, nei confronti del Comitato pro Cesanella e non solo, ormai riconosciuto da tutti come moderato, propositivo, apartitico, gioioso e aperto alla collaborazione di tutti i partiti politici locali, i quali hanno la voce in capitolo in Comune, per aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi, oggettivamente utili per tutti.
Un segnale. Una risposta valida alla lettera aperta sul futuro del Parco della Cesanella, sull’offerta di volontari per sistemare il quartiere, o a questa richiesta qua.
Con un segnale potrebbe iniziare una nuova collaborazione fattiva, sui problemi della città, e del quartiere, tra Comitato e Comune.
Senza un segnale, il Comitato potrebbe trovare una maggiore ragion d’essere, e ingrossarsi come un fiume, con l’adesione di nuovi cittadini.
Abbiamo l’onore di avere tra le nostre fila politici locali pronti a collaborare, bloggers di fama, docenti ed esperti che … si capisce che lo sono quando parlano.
L’obiettivo non è cambiare il mondo, ma solo un pubblico confronto, sulle questioni urbanistiche aperte nella città di Senigallia, e sui problemi del nostro quartiere e della nostra città.
Ragionare insieme, nel contraddittorio moderato da un giornalista, per capire e far capire alla gente.
La gente … quella che piangeva, arrivata la notizia di un esproprio.
Quella che ridacchiava, arrivata la notizia della trasformazione della propria terra, da agricola a edificabile.
L’obiettivo non è quello di contestare, ma chiedere cosa si può fare insieme per farci avere presto un grande Parco con fitte alberature alla Cesanella, e poi il sottopasso (lo intitolerei alla Piaga di Velluto), e infine dei corrispettivi economici decenti, che valorizzino e non mortifichino le aree da espropriare, per
Spieghiamo, alla Piero Angela.
E chi ce lo fa fare? E sapete quanti sono i querulomani in giro? Si potrebbe osservare, d’altro canto.
Ennò, no no, questa è una proposta speciale, in un momento particolare, e non è indecente.
Attrezziamo una piazza, facciamo entrare tutti, e chi vuole assistere paghi un offerta volontaria, il cui ricavato sarà da destinare ad un fondo per forestare un’area comunale o per cofinanziare misure compensative per chi ha subito l’esproprio. Chi non vuole pagare potrà vedere l’incontro in differita, sul nostro sito, o dove vorrete.
Il confronto sarà sereno, tra le fila annoveriamo ex seminaristi ed ex buttafuori disposti a mettere ordine se qualcuno alzerà la voce, il dito, il sopracciglio o il gomito.
Potrebbe essere un’occasione per trovare il modo di aprire un tavolo di confronto costruttivo, tra Comune, Cesanellesi e non solo, ed espropriati da Autostrade.
Se Obama vede i leader mediorientali, non vedo perché non si possa noi della Cesanella, mutatis mutandis, vedere gli Amministrazione e magari favorire la riapertura di un tavolo di confronto tra il Comune e chi fra gli espropriati vuole ragionare serenamente di leggi, e di equità.
Per cercare un accordo transattivo equo.
La politica tornerà ad essere al 100% l’arte della mediazione e della ricerca della sintesi tra interessi legittimi diversi.
Dott.re Calce Struzzo
sabato 9 maggio 2009
IL SOTTOPASSAGGIO, SI PUO' FARE !
ALL’ATTACCO, MIEI BRODI !!!!
Un noto blogger, “La piaga di velluto” ha sagacemente illustrato, con l’ausilio di video proiezioni, una sua proposta per realizzare, con circa 300 mila euro, un sottopasso, per collegare Piazzale Michelangelo con Via Tommaseo, passando sotto la SS16.
.
La proposta ha il pregio di collegare tra loro due comparti del quartiere, e di far ricadere sulla Cesanella una parte delle entrate, stimate in 6 milioni di euro, che il Comune incasserà, per oneri di urbanizzazione, a fronte di interventi edilizi che saranno realizzati, consumando il territorio del quartiere della Cesanella, che così “farà cassa”, in un certo senso.

Nel corso della riunione, allietata da discussioni simpatiche e da aperitivi stuzzicanti, è stata presentata una lettera aperta che il Comitato ha inviato al Comune per sapere se, come e quando, l’area acquisita, per realizzare il Parco, sarà usata per insediare scuole, mentre altre case con vista parco sono ancora in via di edificazione!

Plausi all’attività del Comitato sono giunti da tutti gli esponenti politici presenti.
Gli esponenti di tutti i partiti sono stati invitati a mantenere elevato il livello di fiducia verso il nostro modo di agire, propositivo, e a partecipare numerosi alle prossime azioni.
Sinistra e destra, su ciò che va fatto per il bene di un quartiere, hanno concordato.
La partecipazione della gente comune, meglio di quanto accadeva nelle Assemblee con le Circoscrizioni, aiuta i politici a fare bene la politica, ossia a trovare un momento di sintesi tra i vari interessi collettivi, in modo da arrivare a posizioni comuni.
Qualcuno già parla di un Comitato che starebbe per nascere in un quartiere a noi vicino, mentre noi siamo già all’attacco sul fronte delle nostre azioni propositive, promosse con moderazione: un Parco, un cartello stradale che indichi l’esistenza del nostro quartiere, più manutenzione al quartiere, il sottopassaggio, offerta di volontari per supportare i servizi comunali, promozione dell’aiuto reciproco tra cittadini, ricerche storiche e sulla memoria collettiva di quelle persone moderate della Cesanella, che poco a poco conquisteranno il diffidente popolo Senigalliese.
9/5/2009, Dott. Calce Struzzo
lunedì 13 aprile 2009
PATCHWORK – DOLOROSI E SALUTARI SUBBUGLI INTESTINALI
Porta a mettere in gioco equilibri secolari, e posizioni consolidate.
I veri conservatori scelgono i propri successori, per mantenere lo status quo. Logico.
E’ invece più funzionale ad un’idea progressista, la nascita e la crescita di gruppi spontanei e di comitati cittadini, in grado di raccogliere adesioni e facce nuove, attorno ad un’idea di sviluppo e ad un progetto, destinato ad allargarsi naturalmente con l’espansione del gruppo.
I progressisti salutano con interesse queste forme associative, ed auspicano una maggiore partecipazione democratica, che ampli il novero delle spinte riformiste e delle alternative per gli elettori, favorendo la mobilità sociale dal basso verso l’alto, e viceversa, a seconda del merito.
I conservatori accusano di essere politicizzati i gruppi nati spontaneamente dal basso, e che intervengono pubblicamente per proporre qualcosa (p.es. Meet up, Comitati, Centri sociali, Liste civiche, Associazioni, ecc…).
Ma che accusa è questa?
Forse la politica è soggetta alla privativa industriale ed all’esclusivo appannaggio di gruppi consolidati in partiti politici storici?
Non è forse politica anche la partecipazione attiva per cercare di risolvere problemi comuni?
La contrarietà alla partecipazione democratica espressa in questo modo è un segnale di conservatorismo estremo.
Di critiche ne ho sentite.
Da molti.
A questi aggiungo quelli interpellati altrove, uno per uno, nel quartiere.
Alcune persone affidabili mi consigliano anche di stare attento.
Ho scelto lo pseudonimo, occhiali scuri, cappelli mimetici, e starò attento, ma ancora non so cosa sto facendo di illegale o pericoloso.
Se mi avessero detto: vai tranquillo, sarei già ritornato a casa, a farmi gli affari miei.
Invece, no, quello che percepisco è strano, devo conoscere e capire meglio.
Tanti Senigalliesi hanno uno spirito conservatore radicale.
Questa è una possibile risposta.
Va bene.
Non è una critica, ma il possibile risultato di un’osservazione.
Il conservatorismo ha aspetti positivi, come la governabilità e la stabilità, per chi ce l’ha.
Dovremmo però lavorare molto per toglierci gli abiti dei giudizi preconcetti cuciti addosso da chi giudica.
La ricerca di aggregare i gruppi, fino a renderli capaci di esprimere la propria progettualità, è un segnale di ricambio generazionale autentico, verso il quale inevitabilmente andremo, per riformare questa nostra società, bella e ferma, che tutti vorrebbero rilanciare, a parole.
I partiti tradizionalmente progressisti e conservatori presentano diversità di vedute al proprio interno, tra posizioni più o meno disposte a mettere in gioco la gerarchia degli interessi.
Questo è il momento, per tutti, vista la crisi, dei subbugli intestinali, dei dolori e dei malumori interni.
Ho visto diverse volte litigare, fino a prendermi paura, esponenti di uno stesso partito, ed associarsi per progetti comuni degli esponenti di partiti tra loro abitualmente antagonisti.
Non è un caso, forse. Siamo in un’epoca di passaggio.
Lasciamo nelle mani dei gruppi in subbuglio interno il frutto del loro lavoro, o dei loro dolori intestini, se ne hanno. Sarà l’elettore a decidere.
Da noi tutti sono bene accetti.
Nessuno di noi pensa a una situazione di potere da raggiungere e gestire, per anni o decenni.
Noi pensiamo alla situazione del quartiere, inteso come spaccato di una città.
Il fattore che ci unisce è l’interesse a migliorare, con i fatti, il nostro quartiere e la città.
In altre parole, più spazio agli interessi di tutti.
Le case costruite secondo noi sono sufficienti, e vorremmo un Parco, con alberi alti e fitti, per refrigerarci in estate.
Chi si riconosce nei nostri obiettivi sarà con noi, a prescindere dall’appartenenza politica, per come si intende abitualmente.
Distinguere tra i colori dei partiti è peraltro difficile: verde, bianco, rosso e nero sembrano scoloriti.
Noi del "Comitato Pro – Cesanella e non solo", come un patchwork, cercheremo di raccogliere tutti gli spiriti positivi di iniziativa, scriveremo, realizzeremo progetti, senza imporli, ma aprendo le porte a chi vuole impegnarsi e sono una cosa sarà certa: avremo certamente poco spazio sui mass media locali che hanno editori conservatori.
Distinguere tra i vari orientamenti politici tradizionali appare come un lavoro desueto, che sarà svolto dai critici di professione. I critici, i diffidenti e i rassegnati non mancano.
Noi non giudicheremo nessuno, e speriamo di contagiare i diffidenti con il nostro virus intestino.
Apprezziamo tutti i partiti cittadini, dei quali conosciamo pregi e difetti, così come conosciamo i nostri.
Vorremmo aggiungere le nostre facce al patchwork, nel bene della città.
Anziché giudicare, lavoreremo, per cercare di mettere insieme persone, rossi, bianchi, neri e verdi per un’iniziativa associativa positiva e con finalità propositive, in un cammino destinato ad evolvere, con modalità che saranno stabilite in forma partecipata e democratica.
Questo è il progetto del Comitato. I programmi ci sono.. I progetti pure. Le professionalità anche. I contenuti ci sono, e sono in costante aggiornamento. Tutti possono entrare, presentare una proposta, farla approvare e battersi civilmente per realizzarla.
Per ora, in sintesi, lavoriamo per avere:
-un Parco pubblico,
-una manutenzione migliore del verde, anche con volontari capaci ed attrezzati,
- un sottopassaggio ciclo-pedonale per l' attraversamento in sicurezza della S.S.16 all' altezza di Via Tommaseo,
-maggiore attenzione alla cultura, alla musica, e stiamo organizzando delle feste…gratis,
-maggiore attenzione alla riduzione dei costi delle p.a.;
-sicurezza, nella vita di tutti i giorni,
-qualità dello sviluppo per i servizi, per le famiglie, e per le imprese.
Non contattarci, se pensi che sia necessaria una maggiore espansione urbanistica residenziale nella zona del Porto, nella collina verso Scapezzano, nella zona Stadio, lungo la via Arceviese, lungo la Corinaldese, lungo la Complanare, nella zona Parco, e dietro l'A14.
Manca la tua adesione, contattaci.
Vedrai scritte ed attuate le tue proposte!
Dott. Calce Struzzo (pentito, redento e da oggi collaboratore con la Giustizia)
Gli abitanti della Cesanella si chiedono preoccupati:
" M' ch. è st' Dutor Calc.struzz' ? N' pol. ess' vera dic' tropp robb' giust... Sarà miga 'l nov. S.ndac ??? "
martedì 7 aprile 2009
LETTERA APERTA DEL DOTT. CALCE STRUZZO, A FACCIA VISTA.
Sono il dott. Calce Struzzo, imprenditore immaginario, nome di fantasia, alter ego di uno scrittore della diffusa passione per il mattone, e per il cemento armato.
Pensando al terremoto, ed alle sue vittime innocenti, bambini, anziani, viene voglia di silenzio e di pensare, di fronte a queste stragi, alla resurrezione dell’animo cristiano, fonte di solidarietà.
Prima e dopo le calamità, ci facciamo tutti gli affari nostri.
Adesso no, partono i volontari e gli aiuti.
Il male, quando arriva, ha in sé un germoglio di bene. E viceversa.
Crescerà?
E se crescerà, sarà il bene di tutti? Di tutti tutti?
Non lo so, ma penso che ragionare aiuta.
La trasformazione di un terreno da agricolo a edificabile è un bene per quel proprietario.
La perimetrazione di un parco, in alcuni casi, è un bene, un po’ per chi potrà fruire del parco, e un pochino anche per i proprietari della terra su cui è previsto il parco, ai quali è offerta la possibilità di edificare, ai margini, in cambio della cessione volontaria dell’area da destinare a parco, e del relativo indennizzo. E ci mancherebbe. Il parco in teoria si può fare anche con un esproprio, ma …
La ricostruzione post sisma è un bene per le popolazioni interessate, anche come opportunità di sviluppo. E ci mancherebbe.
Le strade belle, grandi, con l’asfalto che beve la pioggia e mangia la polvere, come la complanare, sono un piacere, per i guidatori. Sarà un piacere anche per chi perderà la terra, per chi sentirà e vedrà i lavori da vicino, e poi.. rotatorie, rampe, tiranti, piloni, muri di contenimento e pannelli? Con il serio ristoro dell’indennizzo per il terreno di circa € 1,50 a mq? Fatevi un’idea.
Ascoltate il Comune, o i Comitati, o chi ha la vostra fiducia. Fategli queste domande.
L’equità viene prima della legge e della politica, serve a risolvere i problemi collettivi di tutti.
Se alcuni interessi sono mortificati, legge o non legge, la mortificazione c'è e resta, e non è questione di sindrome di pimby, di nimby, di bamby o di come cavolo si chiama.
Quando una sventura arriva, arriva il trauma e subito si muovono tutti, cittadini e politici, PD, PDL, Grande Centro e tutti gli altri, Verdi compresi, che sia una calamità più o meno grave è lo stesso, che sia un terremoto, o che sia anche solo un cittadino povero ( o 1.000 o 10.000 ) che vede ( o vedono ) l’asportazione chirurgica, anche ineccepibile, con gli spiccioli, del capitale di una vita.
La politica recuperi, se non lo ha già, il proprio senso di equità, prima che ogni presunta mortificazione sortisca i propri effetti, i quali comunque saranno leniti con gli anticorpi della politica stessa (con il proprio senso di equità).
I politici leggono i blog, e cercano di migliorare in corsa gli aspetti più delicati del proprio operato.
Avvertenza legale. Le parole che seguono sono significanti in libertà, privi di significato, artifizi verbali sperimentali e giocosi, frutto esclusivo della fantasia dell’autore, per sorridere e riflettere.
Chi dovesse violare il copyright o utilizzare in modo illegale i contenuti presenti in questo sito sarà perseguito civilmente, penalmente e da alcuni cani mordaci addestrati ad inseguirvi financo nei vicini canyon.
Ritorno alle semiserie vicende del personaggio di fantasia, il dott. Calce Struzzo, imprenditore edile, che crede nel mattone e nelle sue possibilità di far ripartire l’economia, e le sue tasche.
Gentile Calce Struzzo, vuole spiegarci in sintesi gli altri metodi, dopo quelli espressi nel suo precedente articolo, per consumare legalmente il territorio, utilizzando le norme urbanistiche esistenti? Siamo interessati, per fabbricare, sistemare i nostri figli, vivere di rendita e magari chiudere la serranda della casa definitivamente con un muro, per non uscire, né sudare o lavorare…
per evitare di essere noioso, sintetizzo solo alcuni dei sistemi volpini.
Variante urbanistica "meteora" = aumenta gli indici di edificabilità in tutta la città e dappertutto, ma viene ritirata subito dopo, come se si trattasse di un errore, e potrebbe anche essere. In quei pochi giorni di vita, fatto sta che, come un gruppo di farfalline, arrivano al Comune alcune richieste di permesso di costruire in sopraelevazione, o in demolizione – ricostruzione, da chi ha i mezzi per accalappiare col retino le meteore, assodato che ci vuole del tempo per predisporre una pratica edilizia di tal guisa.
Il frustolo di terreno = strumento sadico o masochistico (sado maso) per aumentare la volumetria realizzabile in un terreno vicino ad una strada. Basta acquistare dal Comune una piccola fascia inedificabile a lato della strada, farla sdemanializzare e pagarla poco, perché è area di sedime non utilizzabile. Accorpata al lotto edificabile, la fascia imbrecciata frustolare acquista miracolosamente valore e contribuisce a formare il volume edificabile, perché in genere più terra c’è e più volume si può realizzare.
L’edilizia agricola = quando un terreno è irrimediabilmente inedificabile, vincolato ed in pendenza, e magari anche con problemi di smottamenti e chi più ne ha più ne metta…si può fabbricare. Basta individuare un vecchio casolare agricolo, o degli annessi agricoli, o dei ruderi (dove non ce ne sono?), e quindi farli ristrutturare da un imprenditore agricolo, perché gli è consentito, a certe condizioni e a patto che l’imprenditore agricolo utilizzi per la propria impresa l’immobile.
Bocche stuccate = quando qualcuno disturba con polemiche noiose lo sviluppo edilizio, chi detiene cospicue risorse finanziarie può comodamente avviare, con pochi spiccioli, per lui, delle cause civili o penali, più o meno infondate, non importa, quando i soldi ci sono, per risarcimento danni o per diffamazione, con il vantaggio di indurre al silenzio il malcapitato, che dovrà attendere anni, in un silenzio umano consequenziale, per avere alfin ragione, ed un pugno di mosche in mano, un misero ritorno, con l’assoluzione o la sentenza civile, delle spese economiche sostenute per la difesa.
La spalmatura e la migrazione delle cubature da un terreno ad un altro.
La cessione delle potenzialità edificatorie = Roba da affumicare i cervelli. Affermandosi il principio che la possibilità di costruire su un terreno edificabile non rappresenta una possibilità connaturata alla proprietà del terreno stesso, ma che la volumetria è un bene immateriale che può essere ceduto separatamente, arriviamo ad una deregulation ed alla liberalizzazione dell’urbanistica, che è definita "contrattata". I Comuni possono finalmente valorizzare le potenzialità edilizie di terreni privati, per perseguire finalità di interesse pubblico, come l’esecuzione da parte del privato di opere pubbliche od infrastrutturali, oppure possono far passare, nel quadro di accordi, volumetrie da terreni di piccole dimensioni a terreni più ampi. Il valore delle villette con giardino è superiore a quello degli appartamenti con la stessa superficie utile lorda, in condomini. Il novero delle operazioni possibili è infinito, come il novero dei giudizi che ciascuna operazione può ricevere. Qui non si fa politica, ma accademia.
L’alTAR = gli appalti, i piani urbanistici, i concorsi, i progetti di opere pubbliche, e vari altri procedimenti amministrativi hanno vari passaggi intermedi, ciascuno dei quali è tradotto in un provvedimento amministrativo. Se una persona normale avesse l’ardire di ingaggiare una battaglia legale contro una P.A. in riferimento ad uno di questi procedimenti formati da vari provvedimenti intermedi (per esempio: nell’opera pubblica i provvedimenti che formano l’iter sono lo studio di fattibilità, il programma delle opere pubbliche, il progetto preliminare, il progetto definitivo, la decisione nella conferenza di servizi, il progetto esecutivo, la valutazione di impatto ambientale, se prevista, la valutazione ambientale strategica, se prevista, ecc…), dovrebbe notificare tanti ricorsi quanti sono i provvedimenti autonomamente impugnabili, nel senso di immediatamente lesivi di interessi legittimi. Accade spesso che i provvedimenti intermedi siano immediatamente lesivi e quindi da impugnare subito con un ricorso. Decorso il termine di 60 giorni, i provvedimenti intermedi non sono più impugnabili avanti al TAR, e le eventuali illegittimità divengono incontestabili. Inoltre, se viene modificato un provvedimento dopo la sua impugnazione, con una modifica che recepisce quasi tutti i motivi del ricorso, al cittadino non soddisfatto non resta che la possibilità di fare un altro ricorso, se vuole continuare il contenzioso. Altrimenti l’atto che modifica il precedente rischia di diventare inoppugnabile dopo i 60 giorni, perché non è stato impugnato. Il contributo previsto per un ricorso al TAR si aggira sui 500 euro in genere, oltre alle spese per le notifiche del ricorso a tutti coloro che possono avere interesse, e sono spesso tanti gli interessati. Oltre alle spese per l’avvocato.
I controlli moderni = chi controlla le società di capitali e le P.A. è realmente indipendente dal soggetto che controlla? Chi partecipa alla decisione di scegliere gli organi di controllo interno, sarà poi controllato dal prescelto? ( cfr., per farvi un’idea, la disciplina relativa alla nomina del Difensore Civico, del Revisore, dei membri dei vari collegi sindacali e dei nuclei di valutazione interni) Conoscete le leggi che consentono agli amministratori di scegliere o di far scegliere i dirigenti, a tempo determinato, senza un pubblico concorso ("spoil system")? E della proposta elezione diretta dei P.M., e della separazione delle carriere tra P.M. e Giudici, sapete qualcosa? Io no, no, nente sacciu.
Villa Potenza, 1/4/09
dott. Calce Struzzo
i veri potenti, come i Calce Struzzi, mandano avanti fedeli emissari nullatenenti, così se questi ultimi saranno oggetto di pretese risarcitorie, per quello che fanno loro, nel nostro interesse, non ne risponderà nessuno, patrimonialmente.
Qualcuno dei Calce Struzzi è sceso in campo di persona in politica, ed è stato accerchiato, come se fosse l’unico a farsi gli interessi propri.
Quelli più furbi hanno gruppi organizzati per portarli avanti, ed eleggono all’unisono i loro rappresentanti politici. Formare un gruppo vuol dire fare pressione, anche per orientare gli acquisti, le relazioni, la comunicazione, ecc..
mercoledì 1 aprile 2009
COMITATO PRO CESANELLA... E NON SOLO! NUMERO UNO
| Ricevo e pubblico questa mail da parte del famoso Calce-struzzo. A mio modesto parere vengono descritte molte cose interessanti... leggere per credere. CALCE E MARTELLO – (Prefazione a cura dei FURBETTI DEL QUARTIERINO). Ecco a voi la seconda puntata del sogno del calce – struzzo senigalliese, personaggio di pura fantasia, che non pensa mai al verde, se non a quello delle proprie tasche, tanto che qui sono quasi finiti gli spazi verdi per tutti, alberati con piante ravvicinate ad alto fusto, per refrigerare gli anziani, i bambini e gli accaldati. Di verdi ci resteranno solo gli stimati esponenti politici? Calce e martello (Post prefazione) Per riflettere sul fenomeno dei Comitati cittadini, e stimolare un po’ di partecipazione democratica, fino ad un fisiologico ricambio generazionale, mi serve un’identità opposta. Lei scrive, non io. I quartieri sono frammenti di città, e di un Paese. Prima di agire, bisogna conoscere.. Nessuno, meglio dei comici, ha descritto la natura di noi italiani, nel privato e nel pubblico. Persone con un cuore ed una mente vivaci ed eclettici, estrosi e geniali, come Alberto Sordi. Il Marchese del Grillo, Signore della Città, da una parte, e dall’altra i poveracci, cresciuti nei quartieri, grazie alla selezione naturale nella capacità di arrangiarsi, nella furbizia che fa sopravvivere, e nel timore del Marchese. “Io so’ io, e voi nun siete un c…!”. Ricordate? Il personaggio di fantasia, così creato, del calce – struzzo è immaginario ed originale, e potrebbe essere uno di noi, che discende dalla elìte cittadina ed è il protagonista di questa sceneggiatura tardiva, per rappresentare idealmente il seguito del film del Marchese del Grillo. Cercasi attori. L'idea è free, gratuita, anche perchè vale poco. Ora, come allora, sembra che qui conta di più chi sei, con chi stai, e meno cosa fai. Siamo i figli dei poveracci o dei nobili dei film dell’Albertone nazionale? Sceglietevi una parte. Alcuni dei nobili dell’epoca del Marchese del Grillo, sono divenuti, col tempo, latifondisti, albergatori e imprenditori edili. Calce – struzzi. Il personaggio “Calce – struzzo” siede dietro alle poltrone della politica, e delle banche, perché è più comodo mandare avanti gli altri. Parla il meno possibile. Osserva e riferisce. Non vede ciò che è meglio non vedere. Pensa che i Comitati siano strumentalizzabili. Pensa che … stai attento! Di cosa?? Parole che ho sentito. Fuor di metafora. Torniamo al Calce – struzzo, e alla sua mission, all’inglese, o missiòn, alla senigalliese. L’edilizia, come l’impresa agricola o balneare gli offre una rendita fondiaria, attraverso l’utilizzo del territorio, in cambio di poco impegno, stagionale oltretutto. Finita per legge la mezzadria, alcuni ex latifondisti hanno investito in alberghi, ed in imprese edili o del settore turistico ricettivo. Il calce – struzzo investe in terreni agricoli, e poi li rivende come fabbricabili, o come edificati. I suoi avi erano proprietari terrieri. Impresa è bello. Certo. Investire con i soldi delle banche, con srl, e con rendite fondiarie, e informazioni giuste, è meno bello e meno salutare per il libero mercato. Tanto sbandierato. Alla figura del mezzadro, utilizzato dal nonno per far fruttare al massimo il terreno, si è sostituita la figura del bagnante, utilizzato dallo zio, per far fruttare al massimo i servizi di spiaggia, o quella del padre di famiglia desideroso di investire nel mattone, per i figli, su aree appetibili, da far fruttare al massimo, come sempre, con l’abilità strategica del nostro mahatma comm. calce - struzzo. Il calce – struzzo non rischia troppo col proprio capitale, per mantenere stabili le rendite di posizione, ed utilizza le proprie forze per mantenere stabile l’assetto sociale e per indirizzare le scelte politiche, verso i propri obiettivi. La gente del quartierino non capisce, o se capisce si rassegna, ed è diffidente verso ogni espressione civile di dissenso, perché pensa, forse giustamente, che è difficile competere con questi gruppi, che in altre parole sono quelle famiglie che in molti Comuni, anche piccoli, sono conosciute e stimate, spesso giustamente, e sono in grado di offrire posti di lavoro, favori ed opportunità, grazie alla potenza finanziaria data dalla loro unione in grandi gruppi organizzati, di pressione. Nei paesi Anglosassoni questi gruppi sono leciti e si chiamano lobby: della serie, meglio riconoscervi e vedervi, piuttosto che far finta che non esistete. Anche se ai partiti di oggi dovesse subentrare, con la maggioranza assoluta, un partito nuovo ed inaspettato, i calce - struzzi, con tanti soldi, riusciranno lo stesso ad esprimere potere e indirizzo. Pertanto, la diffidenza verso i Comitati cittadini riflette o uno spirito conservatore o uno spirito rassegnato. CALCE E MARTELLO (Finalmente, dopo la prefazione e la post prefazione, l’articolo!) I furbetti del quartierino, insomma, quelli del Comitato della Cesanella, secondo i più, propongono idee poco interessanti, come un Parco, una pineta dove trovare un po’ di refrigerio d’estate, la sistemazione delle infrastrutture, ecc… Pochi hanno partecipato (+ o – 50 unità). Pochi hanno aderito. Questi sono fatti. Riferiti dai miei infiltrati, gole profonde e biforcute. Fedelissimi. Invisibili. Camaleontici. Inoltre quelli del Comitato sono poveri, non hanno voglia di arricchirsi, stanno bene così, e sono anche esteticamente brutti, gli uomini. Guardatevi allo specchio! Costoro non hanno molte speranze di incoraggiare le persone a partecipare in forma organizzata alla vita pubblica, anche perché non potranno mai pensare e progettare complessi immobiliari come quelli sorti recentemente nel quartierino: avveniristici e così comodi … da non uscirne più. I nuovi complessi immobiliari sorti tra loro vicini vicini alla Cesanella piacciono al 99% delle persone che ho sentito. Stiamo portando Senigallia nel futuro tecnologico, agevolando l’uso del computer e disincentivando quello dell’auto. Le stradine non permetteranno l'uso disinvolto delle auto. Saranno sempre più bucherellate. L'ideale per il trekking. Per chi viene da fuori? Complanare! Vedi Senigallia….e ci resti per sempre! Geniale, no? I furbetti del quartierino hanno idee vetuste, di una società aperta ai giovani, al ricambio generazionale e culturale. Qui domina ancora il calce – struzzo, e chi con la portantina lo rifocilla. Siete dei “tagliatifuori”. Chi vuole aprire un’attività, un Comitato, o un Partito, e non è associato a gruppi forti, è perduto. Noi siamo belli, sia esteticamente, sia dentro. Sangue blu. Il vostro calce – struzzo. Sarà vero? A voi la risposta. |