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lunedì 3 agosto 2009

ULITME NOTIZIE POI... FERIE PER TUTTI !

Brevi commenti su un’ordinanza recente del TAR delle Marche

Gli espropri per la terza corsia dell’A14 e per la strada Complanare interessano anche dei residenti alla Cesanella, quindi non possiamo non commentare brevemente la recente ordinanza del TAR Marche che è pubblicata per stralcio nel sito www.versuscomplanare.com e con la quale si respinge la richiesta di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti relativi all’approvazione dei progetti per la realizzazione della strada complanare.

Il rigetto della richiesta di sospensiva non si basa sull’infondatezza della domanda.

Se il TAR avesse ritenuto infondata la domanda, avrebbe respinto la domanda di sospensiva perché infondata o, come dicono gli esperti, perché carente del fumus boni juris.

Nel caso di specie, questo non è avvenuto.

Pertanto, vi sono ulteriori motivi a indiretta riprova della tesi della illegittimità della procedura, e per sostenere che non sia più il caso di offrire un’indennità di esproprio, che presuppone un iter legittimo, ma sia il caso di offrire il valore di mercato a chi ha case o terreni occupati, perché nel caso di occupazioni illegittime va pagato il valore di mercato, oltre ai danni, gli interessi e le spese legali. Per capire i motivi di illegittimità, si può visitare il sito www.versuscomplanare.com

Il rigetto della richiesta di sospensiva è motivato solo per la preminenza dell’interesse pubblico alla celere conclusione dei procedimenti, ai sensi dell’art.246 del d.lgs. 163/06.

Riportiamo la norma:

1. Nei giudizi davanti agli organi di giustizia amministrativa che comunque riguardino le procedure di progettazione, approvazione, e realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi e relative attività di espropriazione, occupazione e asservimento, di cui alla parte II, titolo III, capo IV, le disposizioni di cui all'articolo 23-bis, legge 6 dicembre 1971, n. 1034 si applicano per quanto non espressamente previsto dai commi 2, 3, 4, del presente articolo.

2. Non occorre domanda di fissazione dell'udienza di merito, che ha luogo entro quarantacinque giorni dalla data di deposito del ricorso.

3. In sede di pronuncia del provvedimento cautelare, si tiene conto delle probabili conseguenze del provvedimento stesso per tutti gli interessi che possono essere lesi, nonché del preminente interesse nazionale alla sollecita realizzazione dell'opera, e, ai fini dell'accoglimento della domanda cautelare, si valuta anche la irreparabilità del pregiudizio per il ricorrente, il cui interesse va comunque comparato con quello del soggetto aggiudicatore alla celere prosecuzione delle procedure.

4. La sospensione o l'annullamento dell'affidamento non comporta la caducazione del contratto già stipulato, e il risarcimento del danno eventualmente dovuto avviene solo per equivalente.

5. Le disposizioni del comma 4 si applicano anche alle controversie relative alle procedure di cui all'articolo 140.

La norma si applica alle infrastrutture di cui alla parte II titolo III capo IV del d.lgs. 163/06.

Tale parte della legge è relativa alle infrastrutture strategiche di interesse nazionale, o in certi casi regionale e ad altre casistiche che esulano completamente dal caso della strada interquartieri Complanare, che non copre neanche l’intero territorio di Senigallia.

Da dove risulta che la strada Complanare sia una infrastruttura di interesse nazionale o regionale?

Dove emerge che l’interesse pubblico ad avere presto la strada Complanare, che potrebbe sbloccare nuove edificazioni private, all’uscita dei suoi 6 (sei) svincoli, è prevalente sull’interesse di chi si vedrà privare a indennizzi irrisori della casa, della salute, e del patrimonio, per il quale ha lavorato una vita ( e dopo aver visto “valorizzati” i terreni di quasi tutti i propri vicini ) ?

Grossi dubbi.





PAROLE DETTE PER IL LORO VERO NOME

Rinnovare significa anche sostituire certe inconferenti denominazioni, come “Marina vecchia”.

Vecchio sarà chi snobba la nostra spiaggia con queste parole.

Non è solo una questione di apparenza, ma anche di storia e di memoria collettiva.

Marina vecchia non ricorda fedelmente la storia di quella spiaggia, perché in un passato remoto non veniva chiamata così. La denominazione, se vogliamo considerarla tale, risale alla fine degli anni ’70 . La spiaggia più o meno attrezzata della Cesanella non è vecchia o più vecchia di altre, anzi nasce molti anni dopo il famoso Hotel Bagni, che stava dove oggi c’è l’Hotel Marche, per cui la nostra Marina sarebbe nuova, rispetto a quella subito a sud del Porto di Senigallia, che fu la prima.

Marina vecchia in realtà nasce come locuzione vagamente spregiativa, in un periodo che ricordo bene perché ero piccola e Cesanella veniva già impercettibilmente sbeffeggiata con appellativi come il Bronx di Senigallia, mentre con la stessa indole si evitava di riconoscere che la Cesanella potesse avere una “sua” spiaggia, e da questa idea è nata quell’espressione, per separare il lato mare dalla periferia retrostante e far risaltare il fatto che la passeggiata del lungomare non fosse nuova.

Adesso abbiamo un lungomare dignitoso e ristrutturato, e ci sarebbe la strada (Via Mameli) da sistemare un po’, oltre ad altro, che abbiamo evidenziato in precedenti articoli, ma quello che a questo punto dovremmo toglierci di dosso, anche perché non ci costa niente farlo e ci darà soddisfazione, è quel nome: Marina vecchia.

Iniziamola a chiamare il Lungomare (o la spiaggia o la Marina, se proprio la volete così, alla Marinara) della Cesanella, e indichiamola quando poniamo insegne, pubblicità e indicazioni per i viandanti. Chiediamo al Comune dei cartelli per il quartiere e per il Lungomare della Cesanella.

Non dite che costa troppo e che non si può, perché tutto si può fare, se c’è volontà e se costa poco. Ci sentiremo meglio tutti, dopo, vedrete. Ormai la gente sa distinguere le valide motivazioni ostative dalle prese per il barbecue.


OMBRELLONI BUONI E OMBRELLONI CATTIVI

A chi non è mai capitato di vedere nella spiaggia libera quegli ombrelloni permanenti, con lucchetti e sdraie, che nessun vandalo ha mai osato lambire neppure con il proprio soffio ?

I vandali sono sempre più all’attacco, danneggiano gli stabilimenti balneari in regola, le automobili di quelli che non si fanno gli affari propri e anche quella giostra che anni fa, e fino all’anno scorso, veniva alla Cesanella, nel Piazzale Michelangelo, al lato nord, dalla parte del bar Contardi.

Eppure i vandali sembrano tutelare, come se fossero una Soprintendenza, questi ombrelloni sacri. A loro l’invito di avere la stessa cura che hanno per questi ombrelloni anche per gli altri beni privati, che invece danneggiano.

Neppure i controlli delle autorità demaniali e comunali sono utili perché rastrellano merce contraffatta e venditori abusivi, mentre gli ombrelloni sacri rinascono come funghi.




COMITATO PRO CESANELLA E L’ITALIA DEI VALORI

Fatevi un’idea, e leggetevi attentamente i nostri comunicati e quelli dell’Italia dei Valori di Senigallia, sul Parco della Cesanella.

Comunicato IdV: http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&articolo_id=208703

Replica CpC: http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&articolo_id=208792

Replica IdV: http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&articolo_id=208862

Ricordiamo solo per scrupolo al gentile pubblico dei lettori del nostro sito, e a tutti quelli che desiderano capire, che un Parco non si realizza piantando allegramente degli alberelli nelle date che aggradano ai piantatori, bensì avendo cura di ciò che si vuole andare a fare, ossia approvando un progetto agronomico e tecnico al livello preliminare, e quindi definitivo ed esecutivo, dopo aver inserito l’opera nel programma delle opere pubbliche e soprattutto dopo aver elaborato un programma finanziario per la gestione che individui dei sistemi per la manutenzione del Parco a regime. Ciò occorre affinchè il Parco non diventi un posto poco curato e pericoloso, atteso che il Comune come è noto ha una limitata disponibilità di risorse umane da destinare alla manutenzione del verde, e non possiamo sperare che Autostrade ci curi in eterno la manutenzione del Parco.

I Parchi, come tutte le cose belle, nascono e crescono solo con la cura e con l’attenzione. Avevamo proposto un bando pubblico per affidare la gestione a chi proporrà, in un concorso di idee, un’attività ludica o ricreativa, e da essa trarrà il compenso per l’opera di manutenzione, secondo gli schemi della finanza di progetto.

I fatti sono che non vediamo i provvedimenti che servono per darci un Parco che tenga conto dei Valori ambientali della corretta gestione del Verde, nel tempo.

Forse siamo pignoli noi, o forse è meglio che la fretta e la concitazione pre – elettorale partorisca il gattino dell’inizio dei lavori del parchetto dalla incerta perimetrazione che ci offrono.

Vedete voi … fatevi un’idea, noi non chiediamo niente a nessuno, e neanche il voto, lottiamo per avere il Parco, perché è un diritto stabilito in piani e delibere Comunali, e quindi siccome non esiste ancora il Parco andiamo avanti e vi invitiamo a mandarci le vostre opinioni, anche quelle negative.

Buone vacanze a tutti.



martedì 23 giugno 2009

D’AGO SPINA


dal nostro inviato: sig. Perpetuo Ciliegioni






Come un biroccio scassato ma festante, parte l’allegra brigata della carovana politica senigalliese, verso le elezioni comunali del 2010, ed un clan di inviati un po’ in tutti i partiti vi sollazzerà con amabili storielle. Il primo D’ago è dedicato alla LEGA !



ARRIVA A SENIGALLIA LA LEGA NORD !


Il Segretario della Lega Nord per le Marche ha dato un primo scossone alla sonnecchiante città rivierasca, dominata da sempre da un gruppo di potenti, attovagliati viepiù in tutti i partiti. Ha recentemente preannunciato che a Senigallia, dove in occasione delle recenti elezioni europee la Lega ha preso il 5,1% dei voti, si sta costituendo un gruppo leghista attento ai temi della sicurezza, dell’immigrazione e della città. Il gruppo avrà un logo agganciato all’identità gallica delle nostre origini, e avrà tra i serbatoi di energie propulsive ed innovative alcuni delusi dall’esperienza socialista democratica.

Ho trovato nella rete un articolo dei leghisti romagnoli: leggere per credere.

http://www.leganordromagna.org/attualita-cultura/boii-senoni.php
Nel sapido studio storico racchiuso nell’articolo, i simpatici piadani sostengono, per farla breve, che Senigallia sia stato l’ultimo avamposto della terra Cispadana.
Mentre monta, come la panna sul maritozzo, l’orgoglioso ed autoctono senso d’appartenenza alla Gallica ispecie, nelle spiagge senigalliesi ci si interroga se sia più conveniente puntare alla formazione di una nuova macroregione (ROMAGNA MIA) insieme a tutto il Pesarese, fino su a Ferrara, oppure iniziare a riflettere sul male che ci affligge, del prevalere degli interessi di pochi su quelli di tutti, e sugli antidoti possibili. Sano egoismo, etica pelosa o cos’altro ? All’elettore l’ardua risposta.


FORMAZIONI SOCIALI SPONTANEE CHE A SENIGALLIA

SONO ESPRESSIONE DELLA PARTECIPAZIONE ATTIVA

( elenco delle 13 presenti con invito a segnalarcene altre ! )




Memento.

Per dare più spazio alle attività di volontariato, festaiole e propositive, il Comitato si riunirà non più a cadenze fisse e mensili, bensì con appuntamenti più saltuari, che saranno prossimamente comunicati, in occasione di novità importanti da comunicare alla popolazione. Questa variante organizzativa permetterà di risolvere il problema della mancanza di una sala gratuita dove riunirci ogni mese, atteso che la sala riunioni del Bocciodromo ci sarà concessa gratis per non più di quattro serate all’anno.



Il monocolo. rubrica di approfondimenti


IL LIBERO MERCATO !? Per difendere il libero mercato dalle pratiche commerciali volte a limitare la concorrenza abbiamo una delle Authority più efficienti e trasparenti (www.agcm.it), con strutture organizzative e professionalità che farebbero invidia ad un grande Comune (sul serio), e va da sé che incisive azioni di controllo sono state intraprese, con successo, nei casi in cui le potenzialità della concorrenza sono risultate limitate.
Volete avere un esempio delle battaglie dell’Authority?
Banche che non permettevano di cambiare banca, di fronte ad un cliente con un mutuo o un fondo di investimento … della casa; gestori telefonici che facevano pagare costi fissi di ricarica dei cellulari, per un importo identico (cartello), o rendevano complicato passare ad altro gestore; commercianti alle prese con limitazioni alla possibilità di insediare nuove attività solo perché vicine ad altre simili, eccetera. I risultati?
I commercianti ed i professionisti, giusto o no, non sta a me dirlo, vivono nella concorrenza la nascita e la morte delle proprie attività, con le immancabili gioie e dolori, e con pochi ammortizzatori.
Peccato che sacche di “mercato” liberalizzabile siano sfuggite al monocolo degli esperti della grande distribuzione organizzata, che segnala tutto e il contrario di tutto o quasi, all’Antitrust.
In tutta Italia, i piccoli imprenditori, quelli meno tutelati, che gestiscono palestre o impianti sportivi privati, subiscono la concorrenza di associazioni di nuoto, di tennis, di bocce, di ginnastica, di calcetto, di volley, ecc…, che non sono sul loro stesso piano.
Si scrive della generalità, perché indagini andrebbero svolte caso per caso, prima di affermare giudizi su singole fattispecie.
Le associazioni ricevono in gestione impianti dai Comuni con l’onere di curare la manutenzione della struttura e praticare prezzi agevolati per accedere agli impianti, quindi in cambio le medesime associazioni versano agli enti locali dei canoni nulli, ridotti o compensati con gli oneri contrattuali a loro carico.
Di contro, le associazioni chiedono agli utenti, in genere, un’iscrizione ed un prezzo agevolato per accedere agli impianti.
Chi vuole entrare senza iscriversi a volte non può.
Le associazioni hanno profitti, più o meno risicati, ma non è questo il punto; gli utenti ringraziano per gli sconti, e … gli sventurati che gestiscono impianti privati simili a quelli pubblici nelle vicinanze….se la prendono in saccoccia, alla faccia della concorrenza !
Perché la gente dovrebbe andare da privati non convenzionati, se le associazioni convenzionate offrono prestazioni ribassate, senza avere lo stesso rischio di impresa che subiscono i comuni mortali privati ?
Gli enti locali difendono la scelta di affidare la gestione diretta con procedura di gara ristretta alle associazioni, sostenendo che gli impianti non hanno rilevanza economica.
Forse, nell’ottica del Comune, questo è vero, ma nell’ottica del privato, che vive la concorrenza con le associazioni la prospettiva cambia, e parecchio.
L’art.23 bis della legge 133/08, ed il d.lgs.163/06 rafforzano l’esigenza di affidare con gara almeno una gran parte dei servizi e delle gestioni come quelle in questione, ma forse un’indagine potrebbe permettere di conoscere meglio la prassi, e capire dove c’è rilevanza economica, e dove non c’è, e chi subisce questa concorrenza, e dove.
Dove è distorta la libera concorrenza, e dove no.
Per risolvere questo problema basterebbe ricorrere a qualche gara in più, per affidare la gestione degli impianti, o almeno parificare la condizione di tutti gli operatori esistenti, garantendo pari opportunità ai privati che gestiscono nei Comuni degli impianti che offrono gli stessi servizi che offrono le associazioni.
Un meccanismo utilizzabile potrebbe essere quello di limitare le convenzioni alle attività che non facciano concorrenza ad imprese vicine.




Risposta del Comune.


Il Comune di Senigallia ha recentemente risposto ad una lettera del Comitato pro Cesanella e non solo, con aperture significative, rispetto alle note richieste programmatiche, che questo sito documenta.
Chi volesse avere maggiori dettagli, o collaborare con noi, può scriverci.
Stiamo raccogliendo le forze ed organizzandoci per cercare di offrire la massima collaborazione, con l’unico obiettivo di attuare il nostro programma.



Confidate negli equivoci amici.
Sono nostri infiltrati.
Confidate anche negli amici fidati.
Sono mandati dagli avversari.



Rassegna curata con la collaborazione del rag. Pio Intasco





e dai suoi equivoci amici

Mr. Paul Trona



Sig.a Brunetta Sfruguglia






e con la partecipazione straordinaria di……….

Geom. Furio Cavallo

…del west

giovedì 18 giugno 2009

AL LIVORE !

Basta leggere i commenti alle notizie, nel quotidiano telematico cittadino, o esprimere pubblicamente un’opinione al bar su un tema poco scontato per capire che molti cittadini hanno rancore e sfiducia, dentro.

DAL NOSTRO INVIATO..













Cassiodoro Ciuffoletto.


Sommo distacco, individualismo e diffidenza.
Entriamo dentro questo spaccato della nostra società.
Per capire noi stessi, prima di cercare di capire gli altri.
I partiti più importanti hanno designato con un anno di anticipo i Sindaci futuribili, hanno definito i programmi e cercato di blindare il rischio di alternanze e ricambi … non omologati.

Ma il destino non è poi così segnato, perché l’astio spietato serpeggia e monta in livore contro tutto e contro tutti !
Come spiegare, altrimenti, la nascita, in rete, di un Comitato pro Complanare, quando ormai è noto anche all’Amministrazione comunale il grave problema “collaterale” di famiglie e cittadini, da risolvere, di chi vedrà pagato a pochi spiccioli il frutto del lavoro di una vita ?

Come spiegare il voto per la Lega Nord, che qui ha il 5,1%, anche se Senigallia non è nel nord, e non aveva, al momento del voto, un gruppo più o meno organizzato di leghisti iscritti attivi nel territorio ?

Il malessere è iniettato da frustrazioni, dalla disoccupazione, dallo sfruttamento del territorio, e dei lavoratori.
Il cinismo fa gioire del male altrui, e di un piccolo favore personale.
La disuguaglianza non genera più il desiderio dell’uguaglianza, ma la ricerca di scalare un gradino in più in questa società riconosciuta come malata ed incurabile.
Questo è il quadro delineato dai detti popolari, ascoltati con le orecchie del nostro inviato, e debitamente trascritti nell’appendice al presente articolo.
Leggiamo, e decifriamo questa silenziosa crisi sociale interiore scandita da dileggi antagonistici e serenate interessate.


APPENDICE :


D’CHI SEI FIOL’?
( perle di antica saggezza popolare, di un popolo restio a rinnovare )

Cerchiamo tracce di livore nei detti popolari. Illuminante, la domanda : “ …d’chi sei fiol’ ? “ che avrò sentito un centinaio di volte e con la quale si inizia sovente un colloquio, per permettere a chi pone la domanda di regolarsi, su cosa dire, e per valutare l’interlocutore. Evviva la spontaneità !

  • MA T’PAR’D’ES B’LIN’? ( florilegio di altre espressioni audite e restituite in forma di blog )
  • Si’l’Comun’n’t’l’vol’fa fa (il sottopassaggio), è inutil’a discorr’ ! ( frase platealmente rivolta al Comitato )
  • Sono favorevol’ alla complanar’ ! ( certuni, prima dell’arrivo delle “cartoline verdi” )
  • So’ content’ ch’j’ butt’n giù ‘l capannòn ( …segue: l’impeto delle flautolenti frustrazioni … )
  • Adè m’aveti da risarcì i danni ! ( gli stessi, dopo aver scoperto con sorpresa di essere tra gli espropriandi )
  • ( derisione ) Volèti buttàv’ in politica? No? Ma ‘n‘m fati rid ! ( “allusioni” non perseguibili )
  • Stati attenti sa s’t Comitato…( frase sentita così tante volte da sembrare vera ) ( screditamento )
  • I cumitati han’ ‘na vision’ limitata… ( organizzazione )
  • Prima d’fa ‘l’Parc’bisogna pià la terra ( antica saggezza popolare – detto negli anni ’70 e successivamente )
  • ( menefreghismo che fa “figo” ) A me d’l Parc’ n’m’n’frega propi nient’ !
  • ( catastrofismi ) Si finisc’ l’edilizia, a S’nigaja finisc’ anicò ! ( prepariamoci alle case galleggianti )
  • ( nuove proposte ? ) Ma co’ proponi, tant’ capisc’n anicò lòra !
  • ( ricorsi o proteste ? ) Ma ‘ndò t’voi arcumandà ? Tant’en’sempr’quei d’lòra !
  • ( trattare e mediare ? ) Ma co’ dì ! Machì avèm’ da gì in piazza sa’i baston’ !
  • ( ebbrezza ) ( interviste ? ) Co’t’ho da dì, ‘n firm’ nient’, so gitt’ a pià ‘l’pan e ho da gì a casa…
  • Si t’voi candidà (in una nota associazione n.d.r.), t’hai da segnà machì, ‘n’t’sta lista machì. (Risposta) Ma….machì da te… ?
  • ( tripudio d’opportunismo ) Machì alla Cesanella la gent’ n’s’interessa d’pulìttiga. C’ha paura d’prutestà. Mei, chied’i favori, e po’ riga dritt’, sta zitta e bada a caminà.
  • ( sospetti ) Ma chi sèti, d’ Grillo ? A me n‘m piac’ Grillo ! ( degno finale )
  • Ci guverna chi c’meritàm ( frase che sintetizza tutte le altre )

Ogni potere è debole, a meno che non sia unito
(Jean de La Fontaine)



Memento. Per dare più spazio alle attività di volontariato, festaiole e propositive, il Comitato si riunirà non più a cadenze fisse e mensili, bensì con appuntamenti più saltuari, che saranno prossimamente comunicati, in occasione di novità importanti da comunicare alla popolazione. Questa variante organizzativa permetterà di risolvere il problema della mancanza di una sala gratuita dove riunirci ogni mese, atteso che la sala riunioni del Bocciodromo ci sarà concessa gratis per non più di quattro serate all’anno.





venerdì 8 maggio 2009

CONFERENZA STAMPA DEL COMITATO

Alle Redazioni giornalistiche locali

Alle Segreterie di Partito

Ai Capigruppo consiliari del Comune

Oggetto: Invito alla Conferenza stampa promossa dal Comitato Pro Cesanella… e non solo!

Nel corso delle prime assemblee, il “ Comitato Pro Cesanella .. . e non solo !” ha avuto modo di approfondire i numerosi temi che toccano sia gli aspetti estetici, materiali del degrado di un quartiere lasciato alla sopravvivenza, sia quelli meno appariscenti e quasi sempre connessi ai primi, che influenzano la qualità della vita dei residenti.

Il Comitato, ritenendo di aver dedicato sufficiente tempo ad una prima fase di analisi e di dibattito con i residenti ed i soggetti politici presenti, ed avendo anche maturato nuove idee, intende passare ad una seconda fase, operativa e propositiva.

Il primo passo sarà quello di convocare una conferenza stampa alle ore 11,00 di sabato 9 maggio 2009, presso il Bar Stop and Go in via Lippi, alla Cesanella.

Con l’ occasione verranno presentate alcune idee ed iniziative qualificanti per il quartiere, tra queste un progetto di fattibilità per la realizzazione di un sottopasso sulla Statale Adriatica, efficace ed indispensabile per collegare due zone abitate in completa sicurezza.

Sono invitate tutte le redazione giornalistiche, tutte le segreterie di Partito e tutti i Capigruppo Consiliari.

Cordiali saluti.

I referenti

mercoledì 1 aprile 2009

COMITATO PRO CESANELLA... E NON SOLO! NUMERO UNO


Ricevo e pubblico questa mail da parte del famoso Calce-struzzo.

A mio modesto parere vengono descritte molte cose interessanti... leggere per credere.




CALCE E MARTELLO – (Prefazione a cura dei FURBETTI DEL QUARTIERINO).

Ecco a voi la seconda puntata del sogno del calce – struzzo senigalliese, personaggio di pura fantasia, che non pensa mai al verde, se non a quello delle proprie tasche, tanto che qui sono quasi finiti gli spazi verdi per tutti, alberati con piante ravvicinate ad alto fusto, per refrigerare gli anziani, i bambini e gli accaldati. Di verdi ci resteranno solo gli stimati esponenti politici?


Calce e martello (Post prefazione)

Per riflettere sul fenomeno dei Comitati cittadini, e stimolare un po’ di partecipazione democratica, fino ad un fisiologico ricambio generazionale, mi serve un’identità opposta. Lei scrive, non io.

I quartieri sono frammenti di città, e di un Paese. Prima di agire, bisogna conoscere..

Nessuno, meglio dei comici, ha descritto la natura di noi italiani, nel privato e nel pubblico.

Persone con un cuore ed una mente vivaci ed eclettici, estrosi e geniali, come Alberto Sordi.

Il Marchese del Grillo, Signore della Città, da una parte, e dall’altra i poveracci, cresciuti nei quartieri, grazie alla selezione naturale nella capacità di arrangiarsi, nella furbizia che fa sopravvivere, e nel timore del Marchese.

“Io so’ io, e voi nun siete un c…!”. Ricordate?

Il personaggio di fantasia, così creato, del calce – struzzo è immaginario ed originale, e potrebbe essere uno di noi, che discende dalla elìte cittadina ed è il protagonista di questa sceneggiatura tardiva, per rappresentare idealmente il seguito del film del Marchese del Grillo. Cercasi attori. L'idea è free, gratuita, anche perchè vale poco.

Ora, come allora, sembra che qui conta di più chi sei, con chi stai, e meno cosa fai.

Siamo i figli dei poveracci o dei nobili dei film dell’Albertone nazionale? Sceglietevi una parte.

Alcuni dei nobili dell’epoca del Marchese del Grillo, sono divenuti, col tempo, latifondisti, albergatori e imprenditori edili. Calce – struzzi.

Il personaggio “Calce – struzzo” siede dietro alle poltrone della politica, e delle banche, perché è più comodo mandare avanti gli altri. Parla il meno possibile. Osserva e riferisce. Non vede ciò che è meglio non vedere. Pensa che i Comitati siano strumentalizzabili. Pensa che … stai attento! Di cosa??

Parole che ho sentito. Fuor di metafora.

Torniamo al Calce – struzzo, e alla sua mission, all’inglese, o missiòn, alla senigalliese.

L’edilizia, come l’impresa agricola o balneare gli offre una rendita fondiaria, attraverso l’utilizzo del territorio, in cambio di poco impegno, stagionale oltretutto. Finita per legge la mezzadria, alcuni ex latifondisti hanno investito in alberghi, ed in imprese edili o del settore turistico ricettivo. Il calce – struzzo investe in terreni agricoli, e poi li rivende come fabbricabili, o come edificati. I suoi avi erano proprietari terrieri.

Impresa è bello. Certo. Investire con i soldi delle banche, con srl, e con rendite fondiarie, e informazioni giuste, è meno bello e meno salutare per il libero mercato. Tanto sbandierato.

Alla figura del mezzadro, utilizzato dal nonno per far fruttare al massimo il terreno, si è sostituita la figura del bagnante, utilizzato dallo zio, per far fruttare al massimo i servizi di spiaggia, o quella del padre di famiglia desideroso di investire nel mattone, per i figli, su aree appetibili, da far fruttare al massimo, come sempre, con l’abilità strategica del nostro mahatma comm. calce - struzzo.

Il calce – struzzo non rischia troppo col proprio capitale, per mantenere stabili le rendite di posizione, ed utilizza le proprie forze per mantenere stabile l’assetto sociale e per indirizzare le scelte politiche, verso i propri obiettivi.

La gente del quartierino non capisce, o se capisce si rassegna, ed è diffidente verso ogni espressione civile di dissenso, perché pensa, forse giustamente, che è difficile competere con questi gruppi, che in altre parole sono quelle famiglie che in molti Comuni, anche piccoli, sono conosciute e stimate, spesso giustamente, e sono in grado di offrire posti di lavoro, favori ed opportunità, grazie alla potenza finanziaria data dalla loro unione in grandi gruppi organizzati, di pressione.

Nei paesi Anglosassoni questi gruppi sono leciti e si chiamano lobby: della serie, meglio riconoscervi e vedervi, piuttosto che far finta che non esistete.

Anche se ai partiti di oggi dovesse subentrare, con la maggioranza assoluta, un partito nuovo ed inaspettato, i calce - struzzi, con tanti soldi, riusciranno lo stesso ad esprimere potere e indirizzo.

Pertanto, la diffidenza verso i Comitati cittadini riflette o uno spirito conservatore o uno spirito rassegnato.

CALCE E MARTELLO (Finalmente, dopo la prefazione e la post prefazione, l’articolo!)

I furbetti del quartierino, insomma, quelli del Comitato della Cesanella, secondo i più, propongono idee poco interessanti, come un Parco, una pineta dove trovare un po’ di refrigerio d’estate, la sistemazione delle infrastrutture, ecc…

Pochi hanno partecipato (+ o – 50 unità).

Pochi hanno aderito.

Questi sono fatti.

Riferiti dai miei infiltrati, gole profonde e biforcute. Fedelissimi. Invisibili. Camaleontici.

Inoltre quelli del Comitato sono poveri, non hanno voglia di arricchirsi, stanno bene così, e sono anche esteticamente brutti, gli uomini.

Guardatevi allo specchio!

Costoro non hanno molte speranze di incoraggiare le persone a partecipare in forma organizzata alla vita pubblica, anche perché non potranno mai pensare e progettare complessi immobiliari come quelli sorti recentemente nel quartierino: avveniristici e così comodi … da non uscirne più.

I nuovi complessi immobiliari sorti tra loro vicini vicini alla Cesanella piacciono al 99% delle persone che ho sentito.

Stiamo portando Senigallia nel futuro tecnologico, agevolando l’uso del computer e disincentivando quello dell’auto.

Le stradine non permetteranno l'uso disinvolto delle auto.

Saranno sempre più bucherellate. L'ideale per il trekking.

Per chi viene da fuori? Complanare!

Vedi Senigallia….e ci resti per sempre! Geniale, no?

I furbetti del quartierino hanno idee vetuste, di una società aperta ai giovani, al ricambio generazionale e culturale.

Qui domina ancora il calce – struzzo, e chi con la portantina lo rifocilla.

Siete dei “tagliatifuori”.

Chi vuole aprire un’attività, un Comitato, o un Partito, e non è associato a gruppi forti, è perduto.

Noi siamo belli, sia esteticamente, sia dentro. Sangue blu.

Il vostro calce – struzzo.


Sarà vero? A voi la risposta.