Alcune riflessioni su quello che sta accadendo al nostro territorio.
Al nostro verde, al verde che abbiamo il diritto di lasciare ai nostri figli.
Agli alberi che non vivranno e non vedranno più Senigallia, cambiata troppo radicalmente.
La vita di un albero, il suo benessere e l' ossigeno che ci regala quotidianamente non hanno prezzo...
Dedicato a tutte le anime sensibili di questa città inumana per certi versi.
Sabato 6 febbraio ore 7.30.
Mi sveglia il rumore delle ruspe che stanno lavorando nel tratto dell’autostrada di fronte a casa mia. La giornata già grigia, fredda e piovosa si preannuncia ancora più cupa. Oltre al rumore del motore e degli ingranaggi del mezzo pesante…c’è dell’altro…percepisco come un lamento…infilo una giacca ed esco…mi appare quello che temevo: la grande quercia dopo il ponte di via Cupetta viene ferocemente aggredita, sta per essere abbattuta….mi si stringe il cuore e non riesco a trattenere le lacrime…vedo la chioma dondolare verso la mia direzione come per chiedere aiuto…vorrei poter fare qualcosa ma ho solo la mia macchina per filmare e denunciare tutto, la mia profonda sofferenza ed empatia per un essere vivente che viene ingiustamente condannato a morte e le mie preghiere al Creatore. Anche Susanna, che nel frattempo è uscita di casa, è ammutolita, per la prima volta non riusciamo a dirci nulla…dopo 20 minuti il supplizio è finito. Dopo la tortura e l’agonia la quercia ha ceduto…e in quel momento ho sentito morire una parte della mia infanzia quando quell’albero era un compagno di giochi e offriva ombra e riparo a tutta la comitiva. Continuo a chiedermi perché tanto scempio? Cosa hanno nella testa e nel cuore tutti quelli che decidono la sorte dei nostri quartieri, della qualità della vita e della salute di chi abita? Dove è chi dovrebbe tutelare e proteggere le aree verdi della nostra città, tanto più le querce secolari? Allora subentra l’indignazione, la rabbia e mi viene da gridare: VERGOGNA!VERGOGNA! VERGOGNA! Non voglio pensare a quello che succederà nei prossimi mesi in questa zona….vorrei tanto che il grido della natura violentata tormenti continuamente l’animo di chi ha sentenziato la sua condanna a morte.
Un corteo per le vie del centro, un corteo pacifico, ancora una volta si è parlato di questo progetto assurdo, l' assurdo e inutile progetto della complanare. L' assurdo e dannoso progetto che prevede la cementificazione del parco della Cesanella, il parco della città.
Brevi commenti su un’ordinanza recente del TAR delle Marche
Gli espropri per la terza corsia dell’A14 e per la strada Complanare interessano anche dei residenti alla Cesanella, quindi non possiamo non commentare brevemente la recente ordinanza del TAR Marche che è pubblicata per stralcio nel sito www.versuscomplanare.com e con la quale si respinge la richiesta di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti relativi all’approvazione dei progetti per la realizzazione della strada complanare.
Il rigetto della richiesta di sospensiva non si basa sull’infondatezza della domanda.
Se il TAR avesse ritenuto infondata la domanda, avrebbe respinto la domanda di sospensiva perché infondata o, come dicono gli esperti, perché carente del fumus boni juris.
Nel caso di specie, questo non è avvenuto.
Pertanto, vi sono ulteriori motivi a indiretta riprova della tesi della illegittimità della procedura, e per sostenere che non sia più il caso di offrire un’indennità di esproprio, che presuppone un iter legittimo, ma sia il caso di offrire il valore di mercato a chi ha case o terreni occupati, perché nel caso di occupazioni illegittime va pagato il valore di mercato, oltre ai danni, gli interessi e le spese legali. Per capire i motivi di illegittimità, si può visitare il sito www.versuscomplanare.com
Il rigetto della richiesta di sospensiva è motivato solo per la preminenza dell’interesse pubblico alla celere conclusione dei procedimenti, ai sensi dell’art.246 del d.lgs. 163/06.
Riportiamo la norma:
1. Nei giudizi davanti agli organi di giustizia amministrativa che comunque riguardino le procedure di progettazione, approvazione, e realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi e relative attività di espropriazione, occupazione e asservimento, di cui alla parte II, titolo III, capo IV, le disposizioni di cui all'articolo 23-bis, legge 6 dicembre 1971, n. 1034 si applicano per quanto non espressamente previsto dai commi 2, 3, 4, del presente articolo.
2. Non occorre domanda di fissazione dell'udienza di merito, che ha luogo entro quarantacinque giorni dalla data di deposito del ricorso.
3. In sede di pronuncia del provvedimento cautelare, si tiene conto delle probabili conseguenze del provvedimento stesso per tutti gli interessi che possono essere lesi, nonché del preminente interesse nazionale alla sollecita realizzazione dell'opera, e, ai fini dell'accoglimento della domanda cautelare, si valuta anche la irreparabilità del pregiudizio per il ricorrente, il cui interesse va comunque comparato con quello del soggetto aggiudicatore alla celere prosecuzione delle procedure.
4. La sospensione o l'annullamento dell'affidamento non comporta la caducazione del contratto già stipulato, e il risarcimento del danno eventualmente dovuto avviene solo per equivalente.
5. Le disposizioni del comma 4 si applicano anche alle controversie relative alle procedure di cui all'articolo 140.
La norma si applica alle infrastrutture di cui alla parte II titolo III capo IV del d.lgs. 163/06.
Tale parte della legge è relativa alle infrastrutture strategiche di interesse nazionale, o in certi casi regionale e ad altre casistiche che esulano completamente dal caso della strada interquartieri Complanare, che non copre neanche l’intero territorio di Senigallia.
Da dove risulta che la strada Complanare sia una infrastruttura di interesse nazionale o regionale?
Dove emerge che l’interesse pubblico ad avere presto la strada Complanare, che potrebbe sbloccare nuove edificazioni private, all’uscita dei suoi 6 (sei) svincoli, è prevalente sull’interesse di chi si vedrà privare a indennizzi irrisori della casa, della salute, e del patrimonio, per il quale ha lavorato una vita ( e dopo aver visto “valorizzati” i terreni di quasi tutti i propri vicini ) ?
Grossi dubbi.
PAROLE DETTE PER IL LORO VERO NOME
Rinnovare significa anche sostituire certe inconferenti denominazioni, come “Marina vecchia”.
Vecchio sarà chi snobba la nostra spiaggia con queste parole.
Non è solo una questione di apparenza, ma anche di storia e di memoria collettiva.
Marina vecchia non ricorda fedelmente la storia di quella spiaggia, perché in un passato remoto non veniva chiamata così. La denominazione, se vogliamo considerarla tale, risale alla fine degli anni ’70 . La spiaggia più o meno attrezzata della Cesanella non è vecchia o più vecchia di altre, anzi nasce molti anni dopo il famoso Hotel Bagni, che stava dove oggi c’è l’Hotel Marche, per cui la nostra Marina sarebbe nuova, rispetto a quella subito a sud del Porto di Senigallia, che fu la prima.
Marina vecchia in realtà nasce come locuzione vagamente spregiativa, in un periodo che ricordo bene perché ero piccola e Cesanella veniva già impercettibilmente sbeffeggiata con appellativi come il Bronx di Senigallia, mentre con la stessa indole si evitava di riconoscere che la Cesanella potesse avere una “sua” spiaggia, e da questa idea è nata quell’espressione, per separare il lato mare dalla periferia retrostante e far risaltare il fatto che la passeggiata del lungomare non fosse nuova.
Adesso abbiamo un lungomare dignitoso e ristrutturato, e ci sarebbe la strada (Via Mameli) da sistemare un po’, oltre ad altro, che abbiamo evidenziato in precedenti articoli, ma quello che a questo punto dovremmo toglierci di dosso, anche perché non ci costa niente farlo e ci darà soddisfazione, è quel nome: Marina vecchia.
Iniziamola a chiamare il Lungomare (o la spiaggia o la Marina, se proprio la volete così, alla Marinara) della Cesanella, e indichiamola quando poniamo insegne, pubblicità e indicazioni per i viandanti. Chiediamo al Comune dei cartelli per il quartiere e per il Lungomare della Cesanella.
Non dite che costa troppo e che non si può, perché tutto si può fare, se c’è volontà e se costa poco. Ci sentiremo meglio tutti, dopo, vedrete. Ormai la gente sa distinguere le valide motivazioni ostative dalle prese per il barbecue.
OMBRELLONI BUONI E OMBRELLONI CATTIVI
A chi non è mai capitato di vedere nella spiaggia libera quegli ombrelloni permanenti, con lucchetti e sdraie, che nessun vandalo ha mai osato lambire neppure con il proprio soffio ?
I vandali sono sempre più all’attacco, danneggiano gli stabilimenti balneari in regola, le automobili di quelli che non si fanno gli affari propri e anche quella giostra che anni fa, e fino all’anno scorso, veniva alla Cesanella, nel Piazzale Michelangelo, al lato nord, dalla parte del bar Contardi.
Eppure i vandali sembrano tutelare, come se fossero una Soprintendenza, questi ombrelloni sacri. A loro l’invito di avere la stessa cura che hanno per questi ombrelloni anche per gli altri beni privati, che invece danneggiano.
Neppure i controlli delle autorità demaniali e comunali sono utili perché rastrellano merce contraffatta e venditori abusivi, mentre gli ombrelloni sacri rinascono come funghi.
COMITATO PRO CESANELLA E L’ITALIA DEI VALORI
Fatevi un’idea, e leggetevi attentamente i nostri comunicati e quelli dell’Italia dei Valori di Senigallia, sul Parco della Cesanella.
Ricordiamo solo per scrupolo al gentile pubblico dei lettori del nostro sito, e a tutti quelli che desiderano capire, che un Parco non si realizza piantando allegramente degli alberelli nelle date che aggradano ai piantatori, bensì avendo cura di ciò che si vuole andare a fare, ossia approvando un progetto agronomico e tecnico al livello preliminare, e quindi definitivo ed esecutivo, dopo aver inserito l’opera nel programma delle opere pubbliche e soprattutto dopo aver elaborato un programma finanziario per la gestione che individui dei sistemi per la manutenzione del Parco a regime. Ciò occorre affinchè il Parco non diventi un posto poco curato e pericoloso, atteso che il Comune come è noto ha una limitata disponibilità di risorse umane da destinare alla manutenzione del verde, e non possiamo sperare che Autostrade ci curi in eterno la manutenzione del Parco.
I Parchi, come tutte le cose belle, nascono e crescono solo con la cura e con l’attenzione. Avevamo proposto un bando pubblico per affidare la gestione a chi proporrà, in un concorso di idee, un’attività ludica o ricreativa, e da essa trarrà il compenso per l’opera di manutenzione, secondo gli schemi della finanza di progetto.
I fatti sono che non vediamo i provvedimenti che servono per darci un Parco che tenga conto dei Valori ambientali della corretta gestione del Verde, nel tempo.
Forse siamo pignoli noi, o forse è meglio che la fretta e la concitazione pre – elettorale partorisca il gattino dell’inizio dei lavori del parchetto dalla incerta perimetrazione che ci offrono.
Vedete voi … fatevi un’idea, noi non chiediamo niente a nessuno, e neanche il voto, lottiamo per avere il Parco, perché è un diritto stabilito in piani e delibere Comunali, e quindi siccome non esiste ancora il Parco andiamo avanti e vi invitiamo a mandarci le vostre opinioni, anche quelle negative.
Basta leggere i commenti alle notizie, nel quotidiano telematico cittadino, o esprimere pubblicamente un’opinione al bar su un tema poco scontato per capire che molti cittadini hanno rancore e sfiducia, dentro.
DAL NOSTRO INVIATO..
Cassiodoro Ciuffoletto.
Sommo distacco, individualismo e diffidenza. Entriamo dentro questo spaccato della nostra società. Per capire noi stessi, prima di cercare di capire gli altri. I partiti più importanti hanno designato con un anno di anticipo i Sindaci futuribili, hanno definito i programmi e cercato di blindare il rischio di alternanze e ricambi … non omologati.
Ma il destino non è poi così segnato, perché l’astio spietato serpeggia e monta in livore contro tutto e contro tutti ! Come spiegare, altrimenti, la nascita, in rete, di un Comitato pro Complanare, quando ormai è noto anche all’Amministrazione comunale il grave problema “collaterale” di famiglie e cittadini, da risolvere, di chi vedrà pagato a pochi spiccioli il frutto del lavoro di una vita ?
Come spiegare il voto per la Lega Nord, che qui ha il 5,1%, anche se Senigallia non è nel nord, e non aveva, al momento del voto, un gruppo più o meno organizzato di leghisti iscritti attivi nel territorio ?
Il malessere è iniettato da frustrazioni, dalla disoccupazione, dallo sfruttamento del territorio, e dei lavoratori. Il cinismo fa gioire del male altrui, e di un piccolo favore personale. La disuguaglianza non genera più il desiderio dell’uguaglianza, ma la ricerca di scalare un gradino in più in questa società riconosciuta come malata ed incurabile. Questo è il quadro delineato dai detti popolari, ascoltati con le orecchie del nostro inviato, e debitamente trascritti nell’appendice al presente articolo. Leggiamo, e decifriamo questa silenziosa crisi sociale interiore scandita da dileggi antagonistici e serenate interessate.
APPENDICE :
D’CHI SEI FIOL’?
( perle di antica saggezza popolare, di un popolo restio a rinnovare )
Cerchiamo tracce di livore nei detti popolari. Illuminante, la domanda : “ …d’chi sei fiol’ ? “ che avrò sentito un centinaio di volte e con la quale si inizia sovente un colloquio, per permettere a chi pone la domanda di regolarsi, su cosa dire, e per valutare l’interlocutore. Evviva la spontaneità !
MA T’PAR’D’ES B’LIN’? ( florilegio di altre espressioni audite e restituite in forma di blog )
Si’l’Comun’n’t’l’vol’fa fa (il sottopassaggio), è inutil’a discorr’ ! ( frase platealmente rivolta al Comitato )
Sono favorevol’ alla complanar’ ! ( certuni, prima dell’arrivo delle “cartoline verdi” )
Adè m’aveti da risarcì i danni ! ( gli stessi, dopo aver scoperto con sorpresa di essere tra gli espropriandi )
( derisione ) Volèti buttàv’ in politica? No? Ma ‘n‘m fati rid ! ( “allusioni” non perseguibili )
Stati attenti sa s’t Comitato…( frase sentita così tante volte da sembrare vera ) ( screditamento )
I cumitati han’ ‘na vision’ limitata… ( organizzazione )
Prima d’fa ‘l’Parc’bisogna pià la terra ( antica saggezza popolare – detto negli anni ’70 e successivamente )
( menefreghismo che fa “figo” ) A me d’l Parc’ n’m’n’frega propi nient’ !
( catastrofismi ) Si finisc’ l’edilizia, a S’nigaja finisc’ anicò ! ( prepariamoci alle case galleggianti )
( nuove proposte ? ) Ma co’ proponi, tant’ capisc’n anicò lòra !
( ricorsi o proteste ? ) Ma ‘ndò t’voi arcumandà ? Tant’en’sempr’quei d’lòra !
( trattare e mediare ? ) Ma co’ dì ! Machì avèm’ da gì in piazza sa’i baston’ !
( ebbrezza ) ( interviste ? ) Co’t’ho da dì, ‘n firm’ nient’, so gitt’ a pià ‘l’pan e ho da gì a casa…
Si t’voi candidà (in una nota associazione n.d.r.), t’hai da segnà machì, ‘n’t’sta lista machì. (Risposta) Ma….machì da te… ?
( tripudio d’opportunismo ) Machì alla Cesanella la gent’ n’s’interessa d’pulìttiga. C’ha paura d’prutestà. Mei, chied’i favori, e po’ riga dritt’, sta zitta e bada a caminà.
( sospetti ) Ma chi sèti, d’ Grillo ? A me n‘m piac’ Grillo ! ( degno finale )
Ci guverna chi c’meritàm ( frase che sintetizza tutte le altre )
Ogni potere è debole, a meno che non sia unito (Jean de La Fontaine)
Memento. Per dare più spazio alle attività di volontariato, festaiole e propositive, il Comitato si riunirà non più a cadenze fisse e mensili, bensì con appuntamenti più saltuari, che saranno prossimamente comunicati, in occasione di novità importanti da comunicare alla popolazione. Questa variante organizzativa permetterà di risolvere il problema della mancanza di una sala gratuita dove riunirci ogni mese, atteso che la sala riunioni del Bocciodromo ci sarà concessa gratis per non più di quattro serate all’anno.
Se possiedi un terreno, un immobile, un’attività che in seguito alla realizzazione della complanare sarà soggetto a futuro esproprio , a occupazione temporanea o verrà in qualche modo danneggiato dal tracciato…
INFORMATI!
FAI VALERE I TUOI DIRITTI!
Partecipa agli incontri che il comitato
“Versus Complanare e…non solo” ha organizzato a:
vCesanella presso Bocciodromo via Mantegna,2
sabato 21 marzo dalle ore 16.00 alle ore 19.00
vBorgo Molino presso circolo ARCI via Vico, 83
sabato 28 marzo dalle ore 16.00 alle ore 19.00
vCapanna presso circolo ARCIvia Di Vittorio, 4
sabato 4 aprile dalle ore 18.00 alle ore 20.00
Ti saranno date informazioni tecniche e giuridiche per fronteggiare le immissioni in possesso da parte degli enti e le richieste di risarcimento per i danni che le proprietà saranno costrette a subire e avrai la possibilità di prendere visione del PROGETTO ESECUTIVOcon spiegazioni tecniche in riferimento anche a casi singoli.