Lina è la Signora che questa estate ha perso la vita nell' incidente accaduto davanti all' Hotel dei Galli, lungomare Mameli. Ognuno di noi ricorda l' assurda fine di questa persona. Anche lei residente negli anni '70 a Cesanella, anche lei con tutta la sua famiglia legata a questa terra. Lina un ricordo, un pensiero da chi come noi, ti ha conosciuto ed ha apprezzato la tua dolcezza. Enrico il marito parla di lei ... per non dimenticare ...
" La voce " ... torna alla memoria, ma, non riesco a fermare il suono, non riesco ad accoppiarla alla foto che ho davanti. Sì, proprio la voce mi manca: il richiamo deciso e dolce..." Enri!..." Quel suono giornaliero di richiamo e di aiuto: non pensavo che aiutasse me nel comune viaggio della vita. Abbiamo riso insieme, insieme ci siamo divertiti, abbiamo insieme sofferto e pianto, nel bene e nel male abbiamo vissuto una vita. Rivedo con gioia le nostre fotografie, ho vicina la presenza della figlia, del genero e della dolce nipotina, ma, mi manca sempre " la voce", che ricordo , anche se, mai più potrò risentirne il suono.
Questo era il suo paese... Domo; un paesino delle colline marchigiane incastonato fra la provincia di Ancona e quella di Macerata, una piccola frazione di Serra San Quirico, ai confini dei monti fabrianesi, in vista del San Vicino e di fronte al monte Murano.Domati, sono detti i suoi abitanti, che consci del loro dovere si distinguono per laboriosità e rispetto. Forte del proprio carattere e ancora bimba lasciò il paese insieme ai genitori che cercavano un riscatto dalle proprie fatiche giornaliere.Negli anni della sua fanciullezza conobbe il lavoro dei campi del primo trasferimento in Toscana, dove il terreno era sì pianeggiante, ma molto da bonificare, dove le idrovore lavoravano giorno e notte per svuotare le fosse, perchè, se abbandonate, l' acqua avrebbe invaso i raccolti.Sì, anche lei contribuì a pulire quelle fosse e a bonificare quella terra.Ancora con i suoi genitori si riscattò dal duro lavoro dei campi e approdò in tabaccheria che con garbo e simpatia seppe gestire, insieme soprattutto alla sorella maggiore.Fu in quella tabaccheria che ci incontrammo, era il 1959 ( tempi ormai lontani), ma è da lì che partì la scintilla che doveva tenerci uniti fino ad oggi.Siamo vissuti insieme per bene 46 anni con alterne vicende, ma sempre uniti nel piacere come nel dolore.Sempre attratti dai luoghi di nascita; in essi si tornava volentieri pur vivendo ormai nel parmense dove la nostra famiglia aveva fissato le proprie radici.Forse il destino ci ha riportato a vivere l' ultima settimana felice a Senigallia. Lei, anche se stanca per la sua malattia, era allegra e contenta di passare qualche giorno anche insieme ai nostri amici più cari. Avevamo deciso di rivederli tutti, ma non ci siamo riusciti.Come da un vento terribile. è stata falciata via, insieme alla sua amica più cara, da un giovane incosciente che in sella ad uno scooter gli è piombato addosso senza pietà. Se ne è andata così, senza un lamento, senza sapere il perchè, lasciandoci dentro un atroce dolore.Non ti dimenticheremo mai e per tutto il tempo che ancora ci sarà dato vivere, sarai la nostra guida e il nostro sostegno.
I principali partiti politici locali hanno avviato campagne d’ascolto per conoscere ed approfondire i problemi del territorio, anche attraverso quanto hanno da dire e proporre le espressioni associative locali nate spontaneamente, essendo terminata per legge l’esperienza delle circoscrizioni comunali.
In alcuni casi le associazioni sono convocate, in altri casi esponenti politici vanno dalle associazioni e partecipano direttamente.
Buona parte dei partiti cerca di condividere e risolvere i problemi delle associazioni e della gente, per il bene comune, nei termini che le associazioni analizzano, in ottica propositiva.
Piccolo particolare: negli interstizi nascosti internamente ai partiti sono a volte annidati soggetti che riescono ad influenzare in forma lobbistica le decisioni, in modo da perseguire interessi particolari, a scapito di quelli più generali.
Da qui la crisi dei partiti ed il fiorire delle associazioni e dei comitati civici.
Abbiamo l’idea di unirli in un forum, per far sentire meglio le nostre idee, senza che nessuno possa essere strumentalizzato, o debba piegarsi in nome di posizioni programmatiche comune.
Un forum, sul modello di Agenda 21: qualcosa di diverso da un gruppo che fa politica, e non per fare politica, ma per risolvere problemi concreti, con una visione più ampia di quella che un singolo comitato può produrre.
Quando, per esempio, si parla di una scuola da salvare, di un albero da potare, di una fogna inadeguata o di un Parco da non sotterrare quasi tutto, sotto il calcestruzzo, saltano gli steccati ideologici, e quindi la formula dei Comitati appare felice per un certo verso: partendo dal particolare, si arriva a lavorare insieme per il bene di tutti e si allontanano anche le ingiustizie e gli affarismi, fino a definire una nuova prospettiva, rispetto a quella un po’ superata, a livello locale, tra destra e sinistra.
Da una parte, porremo l’approccio pragmatico, professionale e costruttivo, dall’altra lasceremo i partiti, che a volte sembrano vittime dell’egoismo di chi scambia la politica per un autobus, grazie al quale poter giungere, di nascosto, al perseguimento di interessi particolari, che più personali non si può.
Il lobbismo si combatte imponendo la sua visibilità. La gente deve sapere chi sta con chi.
Non è il caso di fare nomi, anche perché basta aprire un giornale qualsiasi per capire il malcontento dei cittadini verso certe decisioni di molti comuni e quindi non è difficile capire il perché i cittadini sentano molto questo tema.
E’ impossibile elencare compiutamente tutte le iniziative, supportate dai partiti e dalle associazioni. Solo per citarne alcune, tra le ultime ha avuto molti riscontri positivi il pacchetto di proposte migliorative della viabilità, e non solo, varate dall’ing. Landi, con il supporto tecnico e giuridico di associazioni e partiti, e con riferimento ai piani redatti per l’area ex Sacelit Italcementi.
Un cenno anche alle iniziative dei genitori, anch’essi supportati da associazioni e da partiti, che cercano con impegno e con il proprio volontariato di scongiurare il rischio della chiusura dei piccoli plessi scolastici in varie frazioni.
Siamo nel 2009 e ancora abbiamo istituti comprensivi burocratici frammentati, ciascuno con servizi separati, moduli, uffici, dirigenti, bilanci ecc..., forse per giustificare l’esistenza di tre posizioni dirigenziali apicali.
A Senigallia, abbiamo un istituto comprensivo scolastico al nord della città, uno al centro e uno a Senigallia sud, come se ancora oggi, come negli anni 60, sia un problema raggiungere in auto o in bici, per sbrigare una pratica di iscrizione o altro, il centro della città, da Marzocca o da Scapezzano!
Sarebbe bello se fosse approfondito un modo alternativo al taglio delle classi per ridurre la spesa pubblica, ossia quello di informatizzare le procedure (iscrizioni on line, ecc…), unificare gli uffici burocratici comprensivi (un solo dirigente, e gli altri, ad esaurimento, a svolgere funzioni di raccordo con i plessi, per l’informatizzazione, ecc…), anche a livello sovracomunale, e integrare nel territorio le politiche per l’istruzione, con quelle per la formazione e per il lavoro (basti pensare che abbiamo anche gli ambiti territoriali scolastici diversi da quelli definiti per le politiche del lavoro).
Lascino vivere in pace il piccolo gioiello della scuola di Scapezzano, e non solo, anche nelle altre nostre frazioni!
Video: eppure soffia
D’AGO SPINA
SARA’ UN’ESTATE CALDA !
Come difendersi dalle zanzare tigre e dai comitati d’affari locali: per economia di spazio, i due killer spietati dei senigalliesi, e non solo, sono descritti in uno stesso articolo, anche perché le contromisure sono le stesse e perché d’estate il pericolo conosce per entrambi il suo picco più alto.
SONO POCO VISIBILI e non basta cazzeggiare su un blog, blaterando della loro presunta brama succhiatrice, per scatenare automaticamente ronde civiche di protesta. Coprifuoco nei giardini trincerati con lampade miracolose ed unguenti per le pelli innocenti: non – servono – a – niente !
NON SAI CON CHI DEVI PRENDERTELA, inizi a schiaffeggiare invano: cosce e costato, o PD, PDL, IdV, Lega ed UdC, i 5 partiti rimasti in pista, la casta e la nuova casta infiltrata nell’anti casta …, è come in un ballo tirolese jodel, ma i tuoi schiaffi alla tirolese non giungono mai all’obiettivo vero, che svolazza via, ridendo della tua ingenuità.
Video jodel :
C’E’ UN’IRRESISTIBILE ATTRAZIONE fatale tra appetito e carne, tra egoismo e consumo del territorio: tra affari e politica.
INQUINANO. Vedi case nuove, strade ed un appicicaticcio edilizio costiero che provoca l’arrossamento della pelle, e non solo. Punture di cemento che penetrano.
E’ UN MONDO DIFFICILE, teniamo famiglia e per quieto vivere si dice che è meglio non lottare contro le zanzare tigre, forti della loro mediorientale progenie, e contro chi ti offre la scelta tra una vita da tagliato fuori o le briciole del potere che ha preso. E’ un mondo difficile, anche perché le briciole sono finite, è rimasta una pagnottina, che non basta neppure per le zanzare.
FUORI I NOMI ! Mi spiace, ma non ne ho. Vedo solo gli effetti delle punture. Cerco prove certe, e poi semmai ne scriverò. Suggerisco metodi di ricerca delle soluzioni, questo mi interessa, più che cercare le prove. A quello ci pensano i poliziotti ed i giudici, come fu Di Pietro…
COME DIFENDERCI ? Non isolatevi in casa, con l’aria condizionata e le tapparelle chiuse, o in gruppuscoli puri e duri, e destinati a racchiudersi in battaglie poco decisive, per il nostro futuro.
Uscite allo scoperto, ed impegnatevi, senza preconcetti, in un partito o in un’associazione qualsiasi, di vostro interesse, purchè sia numericamente forte ed unisca parecchia gente.
Entrate, rispettando le leggi, nelle feste, negli eventi, nei convegni, ed esprimete in modo costruttivo e con parole sensate il vostro sincero sconcerto per il degrado che vedete, se lo vedete, ed ipotesi per uscirne, fino a far uscire allo scoperto una o più zanzare, se ce ne sono, là. Schiacciatele, con un repentino colpo di mano (le zanzare), e con la forza dei valori civili, che avete, dell’eguaglianza sociale e della trasparenza (i comitati).
Se il fermento partecipativo degli apicoltori sarà compatto e farà massa critica, negli alveari che contano, potrete esercitare un ruolo di operatori politici ecologici.
L’ambiente potrebbe risentire di un impatto favorevole, e potrebbe essere debellato più di un insetto e di un tipo di parassitismo.
La democrazia funzionerà meglio e l’aria tornerà salubre se ci sarà quella partecipazione democratica, che oggi è limitata, per il diffuso distacco da certa politica, che paradossalmente si traduce a sua volta in proteste poco efficaci ed in un ulteriore distacco dalla partecipazione democratica: in altre parole in nutrimento per le zanzare, dentro un circolo vizioso, dove non ci si capisce più niente.
Video: Libertà è partecipazione (possibilmente non per fare solo gli affari propri n.d.r.)
Memento.Per dare più spazio alle attività di volontariato, festaiole e propositive, il Comitato si riunirà non più a cadenze fisse e mensili, bensì con appuntamenti più saltuari, che saranno prossimamente comunicati, in occasione di novità importanti da comunicare alla popolazione. Questa variante organizzativa permetterà di risolvere il problema della mancanza di una sala gratuita dove riunirci ogni mese, atteso che la sala riunioni del Bocciodromo ci sarà concessa gratis per non più di quattro serate all’anno.
Scrivo questa mia prima ed ultima lettera ai figli, miei e di Franco, per chiedere solo di poter vivere ancora un poco, nel vostro ricordo, come nei bei tempi andati.
Non chiedo una vita anonima, per i miei figli: dormire, mangiare, fare le spese, le passeggiate e le vacanze quando va bene, le amicizie buone e la famiglia, casina, auto, giardino, cagnolino, e il grande centro commerciale vicino.
Questa è già la vita del quartiere, inscritta dentro le righe dei giorni del calendario, delle classiche frequentazioni, e dei ruoli prestabiliti ed immutabili.
Non bastano i sacrifici fatti, per garantire anche il futuro, dovremo cambiare pelle, dare una svolta, per voi e per i vostri figli, per iniziare a curvare verso il cielo la direzione declinante del destino periferico, verso una vita viva, con i colori e gli odori delle stagioni, più vicino a noi, in un grande parco pubblico, con alberi alti e vicini.
Serenità, per chi desidera esercitare un’arte o un mestiere, perché possa vivere senza paure ed incertezze per il futuro, e senza doversi prostrare per avere il giusto compenso.
Salute, e cure, per le trapanature dell’edilizia, e per le conseguenti punture delle zanzare, sul corpo arrossato e sulla terra arsa, poi allagata.
Usare i soldi riscossi per i nuovi appartamenti, per fare fogne e strade migliori, prima che il prossimo diluvio si faccia giustizia da sé, del lordo volume di indolenza incendiaria che ha deforestato e svenduto la terra, boccheggiante per la calura di fuochi estivi.
La dimenticanza sarà smemorata, e porterà via con sé la brama della convenienza personale, e delle furbizie che mi hanno resa priva delle più elementari articolazioni viarie, corporali e sotterranee.
Non ho lasciti, legati nè assi ereditari, ma vi lascio le mie lacrime, la memoria, l’orgoglio e la dignità per cambiare questa strana divisione in classi, o in piccole consorterie, per fare piccoli affari personali, che frenano l’emancipazione autonoma delle periferie, bruciandogli la terra intorno.
E’ solo una questione di tempo, aspettate, lavorate in silenzio con noi e siate educati, come Franco.
" Gli alberi tessono il vento e le rose lo tingono del loro profumo” (Federico Garcia Lorca)
NOTIZIE IN BREVE. Lascio in calce alla presente i commenti, perché chi vuole solo le notizie non perda tempo, e possa dedicare il restante ai cavoli propri. Giovedì 21 maggio, alle 21, siamo stati ricevuti da alcuni esponenti della maggioranza che amministra il Comune. Abbiamo illustrato i nostri obiettivi. Contano solo i fatti e i tempi, quindi niente resoconti né apprensioni di meriti. Silenzio, calma e (carton)gesso. Noi andremo fino in fondo. Scherziamo su tutto, meno che sugli obiettivi. Sabato 23 maggio abbiamo realizzato interviste al famigerato passaggio pedonale sulla SS16 all’altezza di Piazzale Michelangelo. Abbiamo distribuito viveri in (o)maggio e abbiamo raccolto adesioni presso gli intervistati. I filmati saranno disponibili sulla nascitura Cesanella Web Television (CWT). Abbiamo chiesto a Caterpillar di ospitare un dibattito pubblico tra noi e rappresentanti del Comune, durante il Caterraduno. Abbiamo inoltre chiesto a degli organizzatori di concerti di realizzare insieme un grande evento, tipo un Concerto, a tema, con una parte dell'incasso destinato ad un conto corrente vincolato alla piantumazione di alberi o ad altri interventi sociali da valutare insieme, purchè siano per Senigallia. Senigallia è anche una città di persone che soffrono molto, in dignitoso silenzio, quindi pochi sanno.
REPORT DAL NOSTRO INVIATO. Non a caso, il precedente articolo è stato un pelo enfatizzato ed un pelo ponneso. Per risvegliare dal sonno le coscienze intorpidite dai mass media e dal Dio consumo ci vogliono uno o più scossoni e molta pazienza, e non basta sollevare l’asta di una bandiera, di un partito o di un movimento. Ci vuole ben altro. Siccome la comunicazione orienta e spiazza, fino a far voluttuosamente desiderare anche l’assurdo e, per esempio, al povero consumatore, finanche degli stracchini lascivi, o dei minestroni proibiti, se li metti nel cucchiaio femminile di uno spot allusivo, allora anche io promuovo qui con brevi spot, l’idea dell’importanza di un grande Parco, con fitte alberature, per dare un po’ di fresco ed un fulcro a quel coacervo di abitazioni frammisto a stradine che rischia di diventare il nostro quartiere. E allora ben venga una comunicazione nuova, per il Grande Parco al Centro della Cesanella. A costo di stupire i passanti con interviste, incursioni pacifiche o concerti improvvisati, con bonghi, fino a sfondarli. L’edilizia, come il consumismo, può diventare una droga, e più ne hai e più sei, ma più sei e più sarai solo, in mezzo alle case di un mondo che potrebbe divenire anonimo. Quindi solennemente io, Calce STRUZZO, propongo, a compensazione, il rilancio dell’edilizia, ed invito i miei colleghi ad andare a lavorare in ABRUZZO. C’è da ricostruire. I fondi ci sono. Sono partite imprese da molte parti delle Marche, verso la base della Protezione Civile Abruzzese e Marchigiana, che organizzano da par loro. L’occupazione ed il giusto profitto saranno salvaguardati. Forse il vero problema non è rappresentato da noi Calce Struzzi, perché le case a ben vedere continueranno ad essere costruite, fin quando i proprietari delle aree agricole, dei greppi, e delle scarpate verdi, cercheranno con tenacia, di farle valorizzare, chiedendo di tramutarle in aree edificabili, anche se sono su una spiaggia in pericolo, per l’aumento del livello del mare.
Attenti, il mare merita più rispetto…
..."il mare per esempio ci tollera a galla, perché è come se noi non ci fossimo sulla sua immensità, e se vuole innalzarsi si innalza, se vuole sfuriarsi si sfuria, andiamo sotto ma è come sopra, è come se noi non ci fossimo; così è per il vento che se è leggero ci piace, ma al vento non interessa piacerci così com’è, se diventa tempesta, nemmeno gli interessa darci un dispiacere"…(P. Panella)
Allora il problema non è fuori, ma dentro di noi, ed è un problema culturale, che gli indiani non avevano. Gli indiani?
Lettera del capo indiano Seattle della tribù dei Suwamish al Presidente degli Stati Uniti nel 1855 (letta da C. Bisio in uno spettacolo del 14/04/05 per salvare il Bosco di Gioia a Milano)
La vista delle vostre città fa male agli occhi dell'uomo rosso. Non esiste un posto tranquillo nella città dell'uomo. Non esiste un luogo per udire le gemme schiudersi in primavera o ascoltare il fruscio delle ali di un insetto. Sembra che il rumore offenda solo le orecchie. E che gusto c'è a vivere se l'uomo non può ascoltare il suono dolce del vento o il fruscio delle fronde del pino profumato? L’aria è preziosa per l'uomo rosso, giacché tutte le cose respirano la stessa aria. L’uomo bianco non sembra far caso all'aria che respira. Contaminate il vostro letto ed una notte vi troverete soffocati dai vostri rifiuti. Dov'è finito il bosco? E scomparso. Dov'è finita l’aquila? E’ scomparsa. E’ la fine della vita e l'inizio della sopravvivenza.
Anche dei discoli Milanesi hanno dedicato una canzone ad un Parco…Gioia e Sempione, e non solo. Vedasi, a riprova, il video allegato:
...e vedasi anche questo video, anche se non c’entra assolutamente niente.
- il reporter Calce Struzzo, in una foto di archivio
Chi si muove crea, chi sta fermo sogna
(F. Garcia Lorca)
NON SARA’ UNO PSEUDONIMO TRENDY, MA COL BECCO VI LASCIO DI STUCCO....
… e vi becco. In arte, sono Calce Struzzo, non Toni Capuozzo, ma sogno e son desto, e lesto vesto i panni di giornalista di quartiere per rendicontare del florilegio delle nuove scoppiettanti e futuristiche iniziative del Comitato pro Cesanella, in movimento: pum - pum - pum … !
Aderite al nostro gruppo, siòre e siòri ! Promettiamo del sano divertimento, e la possibilità di impegnarsi gratis per migliorare il quartiere, e gli spazi pubblici di tutti.
Non costa niente aderire, basta una mail, e non comporta effetti politici collaterali, perché il Comitato è ormai riconosciuto da tutti come gioioso e apartitico, pur cercando la collaborazione di tutti i partiti, che è necessaria, per realizzare gli obiettivi predefiniti, quando si vive in democrazia.
Le proposte? Questo è il “pacchetto Cesanella”, per ora. Vostre proposte possono implementarlo.
Promuovere la realizzazione del previsto Parco, subito; offrire al Comune un progetto per un sottopasso sotto la SS 16, tra Piazzale Michelangelo e Via Tommaseo; capire e conoscere il progetto relativo al Campus scolastico della Cesanella; chiedere che la Cesanella abbia dei cartelli stradali che ne segnalino l’esistenza a chi viene da fuori; organizzare feste; offrire volontari al Comune per la manutenzione del verde; creare un senso di identità collettiva al quartiere, che non vuole degradarsi a periferia, e che ha oltre 4.300 abitanti; pubblicare ricerche sulla storia della Cesanella e sulla figura di don Franco Pettinari; chiedere più manutenzione delle strade, delle fogne, della pubblica illuminazione, e delle altre opere di urbanizzazione, ecc..
Il pacchetto di proposte, con un’affabulante sinergia tra bloggers, umoristi e specialisti di ogni ordine e grado, è arrivato, come volantino, come comunicato stampa o come giornale, sui tavoli delle redazioni dei giornali, sulle scrivanie dei politici delle opposizioni e della maggioranza, sui tavoli unti delle pizzerie del Grande Centro della Città di Senigallia, e sulle panchine degli anziani del popolo, che si vede inaspettatamente più sovrano che prìa.
In questa primaverile fase attuale, fibrillano le papille delle farfalle che stillano voraci i pistilli dei fiorellini, e quindi potrete ben capire che anche una foratura di bicicletta fa notizia alla Cesanella.
Se poi la bici è quella comunale del bike sharing, ci scappa lo scoop.
La città è in fermento. C’è voglia di cambiamento.
La gente è stanca, le promesse non bastano più e la crisi è dura: di fronte a questi luoghi, così comuni da sembrare veri, cosa riuscirà ad ottenere il nostro movimento?
Boh. Un’insolita vivacità, frammista a preoccupazione o entusiasmo, pervade la vita politica locale, animata da ogni piccola notizia, da quelli che cercano di prendersi i meriti di quello che accade, finanche del bel tempo, da quelli che cercano di dare una mano e basta, in silenzio, da quelli che assumono spie, da quelli che come sempre si fanno gli affari propri, da quelli che … e se me lo dicevi prima! .. e da quelli che cercano di non perdere la poltrona ! I drogati dal mattone, e dall’espansione edilizia, intanto, continuano indisturbati a spacciare allettanti proposte immobiliari.
Sgomitando in mezzo a questo bestiario tellurico, il Comitato pro Cesanella e non solo, al grido forte, come quello di Jannacci, di: Mannaggia al diavoletto che vi ha fatto litigare,pace, pace, pace!, sta incontrando tutti i rappresentanti politici del Comune, maggioranza e opposizione, affinchè, superati i bisticci passati, si possa colorare insieme, di rosa, un futuro per tutti, fatto di meno mattoni e di più unioni. Uniremo insieme in un coro chi non vuole la politica contaminata da affari privati e chi vuole realizzare il pacchetto Cesanella: bianchi, neri, verdi, rossi, più colori ci sono, meglio è. Ho scoperto che quando si parla dei problemi concreti e veri della gente i rossi si intendono coi bianchi, coi neri, ecc…Il rinnovamento della politica locale potrebbe essere l’effetto della nostra azione apartitica. Il format è questo, e sarà esportato, se ci sarà dell’interesse.
In agenda il Comitato ha incontri con tutti gli esponenti politici locali. Se otterremo promesse o accordi, vigileremo sulla loro attuazione, con report periodici ed altre azioni, senza citare e mettere in difficoltà i nostri interlocutori, per evitare ostacoli al raggiungimento degli obiettivi.
Altre iniziative in gestazione.
In Piazzale Michelangelo, al passaggio pedonale lungo la SS16 potreste essere intervistati dalla nostra web tv, in gestazione, per sapere da Voi cosa ne pensate del sottopasso che proponiamo e cosa si prova ad aver attraversato indenni il famoso passaggio pedonale, dopo la curva, che le macchine affrontano in accelerazione, in sesta, per compensare l’umiliazione dei semafori, dei rallentamenti beffardi nel centro, e soprattutto dopo quei cartelli luminosi che … mentre percorri in coda la statale, ti informano che ci sono posti liberi per parcheggiare … in zona Stadio! Per non parlare delle frasi ad effetto, che sarebbero state profferite da minorenni, piantumate alla mercè dei passanti, su cartelli apposti in zone afflitte da code ! Un cartello non si nega a nessuno. Bene. Aspettiamo con fiducia un cartello stradale, anche piccolo, che segnali che la Cesanella esiste !
Alcune difficoltà ci sono, di carattere burocratico, per organizzare feste non ristrette ai membri promotori del Comitato, e per disporre della sala del Bocciodromo, per le riunioni, non solo per i concessi 4 giorni all’anno, come sarebbe stato deciso dal gestore, ma almeno per 12 giorni, in modo da poter tenere una riunione al mese, come vorremmo, e come sarebbe logico, atteso che il gestore della pubblica struttura del Bocciodromo beneficia di contributi pubblici, ed inoltre visto che consumano alimenti e bevande le persone iscritte alla polisportiva, che si presentano numerose alle riunioni mensili del Comitato. Le decisioni di ciascuno vanno rispettate: punto sulla persuasione.
Siamo infatti una squadra affiatata, un pinzimonio di risorse e professionalità diverse fra loro, quindi non ci preoccupiamo più di tanto per il nostro destino, anche perché questi problemi che abbiamo ci aiuteranno a crescere, numericamente.
Riusciremo ad entrare nella sede del Bocciodromo, per 12 giorni all’anno.
I Comitati, come è noto, cessano quando gli obiettivi sono raggiunti, e si rafforzano quando sono frapposte difficoltà.
La squadra degli attivisti del Comitato: Laura – referente per la comunicazione, per i rapporti con la stampa e con i politici. Michela – referente esperta in questioni ambientali, educative e motorie. Giacomo – referente esperto in questioni logistiche, organizzative e festeggiamenti. La Piaga di Velluto – non ha bisogno di presentazioni: segue da par suo le questioni edilizie. Calce e martello – detto anche l’ispanico – è una figura che ama stare nella penombra, con la zappa, e gli altri attrezzi del mestiere, perché alle parole preferisce i fatti, e per fare i fatti bisogna lavorare, in silenzio. Calce Struzzo – ama giocare con le parole, fin da piccolo. Fategli ‘sto Parco, o almeno piantate due o tre alberelli, e quello lì tornerà da dove è arrivato, e rimetterà la testa sotto terra, per difendersi da chi la copre col cemento, ed al fine di ritrovare un orgoglioso refrigerio. Oltre ai 2.000 che hanno visitato il sito, ai 100 che partecipano alle riunioni e agli iscritti non attivisti ed ai blogger ed agli iscritti, che stanno per entrare tra gli attivisti.
Previsioni del tempo. Soppresse le circoscrizioni comunali, qualche scossone in positivo alla vita politica locale potrebbe arrivare dai Comitati, intesi come espressioni spontanee e propositive dei cittadini. Se volete crearne uno, a Senigallia sud, nelle frazioni interne o altrove, fateci sapere, perché potremmo esportare come open source il nostro know how, ed i nostri modi fini e gentili. La partecipazione democratica si può esprimere in tanti modi, con le Scuole di Pace, con i Consigli grandi, con i Consigli delle donne, con i referendum, con i forum, con i bilanci partecipati e sociali, ecc…ecc…I Comitati pacifici, come il nostro e come quello a noi associato, si differenziano per la peculiarità di essere nati spontaneamente, dal basso, tra cittadini professionalmente competenti o comunque moderati, per risolvere problemi concreti e per esercitare un ruolo propositivo, valido anche senza un formale riconoscimento dall’ente pubblico territoriale rappresentativo, atteso che la comunicazione di valide argomentazioni può fare da volano per il cambiamento.
Notizie in breve, dagli esteri. Una delle notizie più discusse, è che forse potrà essere abbattuto l’immobile sito nel lungomare del Ciarnin, noto con il nome: stabilimento delle colonie ex Enel, atteso che le Autorità preposte alla tutela dei vincoli di interesse storico e culturale, dopo essere stati interessati da due Consiglieri comunali, hanno accertato che l’immobile non può essere vincolato, e può essere quindi realizzato un progetto che ne prevede l’abbattimento, con arretramento del lungomare ed avvicinamento alla spiaggia dell’erigendo complesso immobiliare. Tripudio dei Ferraristi, che finalmente potranno provare il controsterzo sulle curve del lungomare, ed il brivido del restringimento delle carreggiate, se ci sarà, anche perché sembra che altre curve a rientrare saranno proposte all’Amministrazione, da lungimiranti colleghi. Dalle Isole Cacatoa è tutto, Calce Struzzo, per il Comitato pro Cesanella e non solo, a Voi studio.
Pace e bene a tutti, sono Calce Struzzo ed uso questo pseudonimo, per sorridere della forse troppo intensa passione per il mattone, che si è diffusa da qualche tempo a questa parte.
Ridere, perché ridere è il linguaggio dell’anima, solleticata anche dai profumi della primavera.
Il Comitato della Cesanella, che chiede il previsto Parco, subito, e progetta un sottopasso, e non solo, vive immerso in questa primavera delle coscienze, che si risvegliano e si uniscono, in nome di una sensibilità per l’ambiente, per l’infanzia e per l’identità culturale di un quartiere, che cerca di non diventare periferia inserita senza soluzione di continuità nel contesto urbano, e senza neanche un cartello stradale che indichi l’esistenza della frazione, come accade per le altre 16 frazioni.
La situazione è tranquilla e assolata.
L’area acquisita per realizzare il Parco della Cesanella appare bella, ampia ed è stata appena sfalciata.
Il bando per vendere all’asta circa 15.470 mq acquisiti dal Comune per realizzare il Parco è stato affisso da poco, e fa bella mostra di sé, con parole scritte in azzurro su sfondo bianco.
Il Parco ospita, finchè il sole è alto, dei cani, i rispettivi padroni e dei bambini, che potranno spingersi all’interno, fino a quando le giornate non saranno afose.
In mancanza di fitte alberature, si rischia lo squaglio.
Non essendovi stata per ora la possibilità di affrontare le nostre proposte in un pubblico o privato confronto, cercheremo di parlare personalmente con esponenti della maggioranza, uno per uno.
Tre di essi si sono espressi.
Un esponente di un partito rappresentato nella maggioranza consiliare senigalliese, a titolo personale o no, non lo so, ha plaudito non solo alle iniziative del Comitato, ma ci incontrerà, per esaminare il pacchetto di richieste per la Cesanella.
L’obiettivo è far sì che le nostre richieste si traducano in interventi effettivi, e non in chiacchiere.
Forse il Parco si può realizzare, subito, anche dopo aver previsto un Campus scolastico, e dopo aver messo all’asta 15.470 mq di area acquisita per realizzarlo, il Parco?
La risposta arriverà, e sarà divulgata in una delle prossime riunioni del Comitato.
Conteranno solo i fatti.
Per motivi di privacy non saranno forniti dettagli e nomi.
Un altro Consigliere della maggioranza, si è espresso con entusiasmo rispetto a tutte le proposte del Comitato, e sono stato sorpreso di ciò.
Infine, un terzo esponente della maggioranzaha dichiarato su un giornale: “E’ inutile dialogare con chi è prevenuto e chi, come il Comitato pro Cesanella ed il Pdl, ripete di continuo che nella nostra città è stata sospesa la democrazia”.
Gli altri politici locali potremmo incontrarli, suonando al campanello, come fanno anche i testimoni di Geova o previo appuntamento, da prendere per telefono.
Le forze politiche della minoranza sono da tempo insieme a noi per sostenere il Comitato, e quindi sono sentitamente ringraziate per quello che possono fare e potranno fare.
Fatto sta che per ora la maggioranza è un’altra, e con essa si deve educatamente trattare.
Se non ci saranno l’ascolto e la collaborazione auspicabili, la gente sceglierà dei rappresentanti in Comune più attenti rispetto alle proprie richieste.
E’ la legge della democrazia, che a Senigallia vige.
Riassumendo: avvieremo incontri con tutti i politici che potranno aiutarci, ed il primo incontro è già in calendario.
Un pensiero per i referenti del Comitato Versus Complanare… e non solo, perchè esprime meglio di noi proposte valide ed obiettive, con una moderazione superiore, in rapporto alla delicatezza delle questioni che affronta.
Durante l' ultima assemblea di venerdì us partecipata e vivace come le precedenti, abbiamo lanciato l' idea di intitolare a Don Franco il parco della Cesanella. Il parroco che negli anni '60 - '70 diede vita morale e materiale al quartiere. Con una statua che ricordi la memoria e il lavoro speso per la crescita di tutti noi. Chi si ricorda quegli anni, ricorda un uomo buono, sempre a disposizione di tutti e pronto a far di tutto pur di aiutare i suoi parrocchiani.
Vogliamo sottolineare che Cesanella ha un' anima, una sua storia, una sua vita e come tale va salvaguardata.
Grazie al Dott.re Calce Struzzo pubblichiamo questo post.
I collage della memoria
L’identità del nostro Quartiere, una volta ricostruita pezzo per pezzo dai frammenti della memoria, sarà il valore fondante di un rinnovato desiderio collettivo di partecipare al cammino della nostra Comunità, per costruire insieme progetti di sviluppo, per chi verrà dopo di noi. La Cesanella, come parrocchia e come Comunità, è stata costruita da don Franco Pettinari. Il primo parroco della Comunità di San Giuseppe Lavoratore di Cesanella, assegnato alle funzioni il 20 aprile 1968 dal Vescovo Mons. Pardini, non fu solo un parroco. Partecipò attivamente ai lavori di costruzione della Chiesa e delle sue pertinenze, facendo così fruttare le offerte, che non sarebbero bastate per appaltare tutti i lavori necessari. Ero un bambino, ma ho vivo il suo ricordo, al lavoro sul sagrato della Chiesa, con la carriola ed altri attrezzi edili, ed il suo abito talare. Il prete operaio ha imparato, per una questione di amore verso la Comunità neonata, a preparare la calce, a sistemare gli attrezzi, i mattoni e le macchine, come e meglio di un manovale, per costruire una Chiesa, non a parole. Durante l’esecuzione dei lavori, viveva in una casa in affitto, celebrava le Messe nella chiesetta della zona artigianale Vismara, o in altre postazioni di fortuna. Era vicino alle famiglie, e si è adoperato per costituire gruppi di riflessione e di partecipazione, e per accompagnare al catechismo, con la sua auto, tutti i bambini del quartiere. Non chiedeva soldi nè offerte, ma cercava di stimolare la sensibilità all’aiuto reciproco. Nato a Monteporzio il 6 aprile 1924, è stato vice parroco a Castelleone di Suasa, ad Ostra e nella frazione del Vallone. Ha lasciato un ricordo indelebile perché questa nostra Comunità è stata letteralmente costruita da lui. In silenzio. Con la sua partecipazione attiva, onesta, responsabile e capace di ascoltare. Una lunga malattia alla fine lo separò dalla nostra Comunità, il 4 dicembre 1974 e molti non riuscirono ad assistere al funerale perché la Chiesa e l’area circostante erano piene di persone, venute da tutta la città di Senigallia. Sette giorni prima della Sua morte, ha scritto un testamento spirituale, che è conservato nella memoria di chi lo ha conosciuto, e non solo negli archivi. Amava i bambini.
Nel suo testamento c’è “un breve saluto ai miei piccoli del Catechismo”.
Io sono stato uno di quei piccoli. Questa è l'occasione per ricambiare quel saluto, e per lasciare questa piccola traccia, che resterà nel tempo, come è logico che sia, anche attraverso il nostro inadeguato tentativo di seguire il Suo esempio, con l’impegno silenzioso e con il proposito di mettere a disposizione della Comunità le nostre professionalità, le nostre arti ed i nostri mestieri.
Per crescere insieme, comunque la pensiate. Dott. Calce Struzzo