IL COMITATO PRO CESANELLA HA AVUTO LA PROMESSA DI UN PARCO
- di Claudio Piermattei e Laura Mengucci
Ci basta l’assicurazione dell’Amministrazione, sul fatto che il Parco della Cesanella, che aspettiamo da oltre trenta anni, sarà realizzato, come previsto da un piano urbanistico particolareggiato? Andiamo avanti, con nuove iniziative e con l’obiettivo di avere il Parco il prima possibile, con la massima estensione possibile e con il maggior numero di alberi, oppure lasciamo perdere (in attesa fiduciosa)? Ci sono molti aspetti ancora da definire: innanzitutto un Parco esiste quando i lavori relativi alla sua realizzazione sono terminati e collaudati, e non quando il Parco è stato solo promesso. Certo, una promessa è meglio di niente, ma non basta certo per dire che l’obiettivo nostro sia stato raggiunto. Poi non basta piantare degli alberi per garantire la loro corretta manutenzione, nel tempo.
Serve un piano per la gestione del Parco che ne affidi possibilmente la cura a dei privati (perché le risorse Comunali non sono illimitate) in cambio della gestione di un’attività ludica, ricreativa, o quant’altro emergerà dal concorso delle idee progettuali.
Serve un esame più attento del progetto di realizzare una scuola, dentro al perimetro del Parco.
Serve anche un esame analitico dell’operazione relativa alla vendita all’asta di aree comunali (ancora da vendere) inserite nel perimetro del Parco e sulle quali è stata spalmata una volumetria precedentemente assegnata ad un’area meno vasta, con la conseguente valorizzazione immobiliare del “patrimonio” comunale, e con il restringimento della complessiva destinazione a verde pubblico.
Bisogna porre il problema della riduzione del verde pubblico complessivo che discenderebbe da una programmazione che potrebbe ridurre a uno i due “boschi urbani” da prevedere per la città: uno è quello che è stato precedentemente previsto alla Cesanella e per il quale sono state acquisite le aree dai privati e realizzate delle case e dei condomini, ai margini; un altro “bosco urbano” è quello che dovrebbe essere realizzato come opera di compensazione ambientale, dalla Società Autostrade, a seguito della realizzazione della terza corsia dell’A14.
Considerata la limitatezza delle risorse finanziarie a disposizione del Comune, una maggiore quota di verde pubblico potrebbe essere ottenuta valutando la possibilità (con uno studio di fattibilità) di concentrare gli interventi della Società Autostrade su alcune aree collinari in frana e su quelle vicine ai quartieri che subiranno con la terza corsia le maggiori ripercussioni ambientali negative, che vanno compensate, perché il degrado sarà là, e non tanto qua, dove la realizzazione delle piantumazioni e soprattutto la loro manutenzione potrebbe essere messa a carico di un privato, che in cambio potrebbe realizzare e gestire un’attività ludica o ricreativa, incamerando il relativo provento. Così si garantirebbe una lunga vita ad un Parco ben tenuto e curato da qualcuno. Nulla di fantascientifico, nelle Marche esistono molti esempi felici di Parchi vivi e ben tenuti grazie all’impegno delle Associazioni e delle Imprese locali.
Esempi?
A seconda dei gusti, si può spaziare dal Parco del Geofisico di Corinaldo (http://www.selvadiboccalupo.it/ ) allo sky park di Novafeltria (http://www.skypark.it/ ), e comunque deve essere dato spazio alle idee, alle proposte, e alla sensibilità della popolazione residente, che da quello che ho sentito apprezzerebbe qualcosa di poco chiassoso, destinato ai bambini e che faccia arrivare dei visitatori e dei clienti da fuori, a vantaggio delle attività commerciali del quartiere, e non solo. Non troppo casino, ma neanche il silenzio tombale, in altri termini.
Ci sono quindi molti aspetti da studiare nel dettaglio, e ancora degli altri obiettivi del Comitato pro Cesanella da raggiungere o da portare a termine, per cui andremo avanti fino in fondo, con iniziative nuove e finalizzate a seguire la partita da vicino, il più vicino possibile.
Siamo partiti meno di un anno fa, grazie all’idea di Laura Mengucci, che ha incontrato Peppe Gambelli, Claudio Piermattei, Michela Vicari, Giacomo Giraldi, la Piaga di Velluto e poi altri, fino a formare un bel gruppetto, denominato “zoccolo duro”, che ha tenuto delle affollate riunioni mensili e propositive di quartiere, al Bocciodromo, precedute da faticosi volantinaggi, e quindi ha avviato alcune iniziative, che hanno avuto un plauso perché propositive, come la presentazione di un progetto per avere un sottopasso di fronte al Piazzale Michelangelo (con una piccola parte delle entrate che saranno incamerate come oneri di urbanizzazione delle aree localmente da edificare), alcuni video, un concertino, ricerche sulla storia del quartiere, alcuni articoli scherzosi ed altri meno.
Tutto volontariato e desiderio di mettere a disposizione un po’ del poco tempo libero per fare qualcosa che possa andare verso l’interesse collettivo del quartiere.
In questa ottica, abbiamo redatto dei comunicati stampa per esprimere la nostra posizione sui fatti di cronaca che in questo periodo hanno interessato il nostro quartiere.
Abbiamo anche incontrato i rappresentanti dei Partiti politici che hanno chiesto di ascoltarci.
Abbiamo rappresentato nel dettaglio i nostri obiettivi, e siamo arrivati al punto di aver ottenuto degli interessamenti, e la promessa di avere il Parco, che è nel titolo.
A questo punto, come Comitato non possiamo che aspettare, o serrare le fila, nella direzione dei nostri obiettivi, che come visto non sono realizzabili nel breve periodo.
Brevi commenti su un’ordinanza recente del TAR delle Marche
Gli espropri per la terza corsia dell’A14 e per la strada Complanare interessano anche dei residenti alla Cesanella, quindi non possiamo non commentare brevemente la recente ordinanza del TAR Marche che è pubblicata per stralcio nel sito www.versuscomplanare.com e con la quale si respinge la richiesta di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti relativi all’approvazione dei progetti per la realizzazione della strada complanare.
Il rigetto della richiesta di sospensiva non si basa sull’infondatezza della domanda.
Se il TAR avesse ritenuto infondata la domanda, avrebbe respinto la domanda di sospensiva perché infondata o, come dicono gli esperti, perché carente del fumus boni juris.
Nel caso di specie, questo non è avvenuto.
Pertanto, vi sono ulteriori motivi a indiretta riprova della tesi della illegittimità della procedura, e per sostenere che non sia più il caso di offrire un’indennità di esproprio, che presuppone un iter legittimo, ma sia il caso di offrire il valore di mercato a chi ha case o terreni occupati, perché nel caso di occupazioni illegittime va pagato il valore di mercato, oltre ai danni, gli interessi e le spese legali. Per capire i motivi di illegittimità, si può visitare il sito www.versuscomplanare.com
Il rigetto della richiesta di sospensiva è motivato solo per la preminenza dell’interesse pubblico alla celere conclusione dei procedimenti, ai sensi dell’art.246 del d.lgs. 163/06.
Riportiamo la norma:
1. Nei giudizi davanti agli organi di giustizia amministrativa che comunque riguardino le procedure di progettazione, approvazione, e realizzazione delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi e relative attività di espropriazione, occupazione e asservimento, di cui alla parte II, titolo III, capo IV, le disposizioni di cui all'articolo 23-bis, legge 6 dicembre 1971, n. 1034 si applicano per quanto non espressamente previsto dai commi 2, 3, 4, del presente articolo.
2. Non occorre domanda di fissazione dell'udienza di merito, che ha luogo entro quarantacinque giorni dalla data di deposito del ricorso.
3. In sede di pronuncia del provvedimento cautelare, si tiene conto delle probabili conseguenze del provvedimento stesso per tutti gli interessi che possono essere lesi, nonché del preminente interesse nazionale alla sollecita realizzazione dell'opera, e, ai fini dell'accoglimento della domanda cautelare, si valuta anche la irreparabilità del pregiudizio per il ricorrente, il cui interesse va comunque comparato con quello del soggetto aggiudicatore alla celere prosecuzione delle procedure.
4. La sospensione o l'annullamento dell'affidamento non comporta la caducazione del contratto già stipulato, e il risarcimento del danno eventualmente dovuto avviene solo per equivalente.
5. Le disposizioni del comma 4 si applicano anche alle controversie relative alle procedure di cui all'articolo 140.
La norma si applica alle infrastrutture di cui alla parte II titolo III capo IV del d.lgs. 163/06.
Tale parte della legge è relativa alle infrastrutture strategiche di interesse nazionale, o in certi casi regionale e ad altre casistiche che esulano completamente dal caso della strada interquartieri Complanare, che non copre neanche l’intero territorio di Senigallia.
Da dove risulta che la strada Complanare sia una infrastruttura di interesse nazionale o regionale?
Dove emerge che l’interesse pubblico ad avere presto la strada Complanare, che potrebbe sbloccare nuove edificazioni private, all’uscita dei suoi 6 (sei) svincoli, è prevalente sull’interesse di chi si vedrà privare a indennizzi irrisori della casa, della salute, e del patrimonio, per il quale ha lavorato una vita ( e dopo aver visto “valorizzati” i terreni di quasi tutti i propri vicini ) ?
Grossi dubbi.
PAROLE DETTE PER IL LORO VERO NOME
Rinnovare significa anche sostituire certe inconferenti denominazioni, come “Marina vecchia”.
Vecchio sarà chi snobba la nostra spiaggia con queste parole.
Non è solo una questione di apparenza, ma anche di storia e di memoria collettiva.
Marina vecchia non ricorda fedelmente la storia di quella spiaggia, perché in un passato remoto non veniva chiamata così. La denominazione, se vogliamo considerarla tale, risale alla fine degli anni ’70 . La spiaggia più o meno attrezzata della Cesanella non è vecchia o più vecchia di altre, anzi nasce molti anni dopo il famoso Hotel Bagni, che stava dove oggi c’è l’Hotel Marche, per cui la nostra Marina sarebbe nuova, rispetto a quella subito a sud del Porto di Senigallia, che fu la prima.
Marina vecchia in realtà nasce come locuzione vagamente spregiativa, in un periodo che ricordo bene perché ero piccola e Cesanella veniva già impercettibilmente sbeffeggiata con appellativi come il Bronx di Senigallia, mentre con la stessa indole si evitava di riconoscere che la Cesanella potesse avere una “sua” spiaggia, e da questa idea è nata quell’espressione, per separare il lato mare dalla periferia retrostante e far risaltare il fatto che la passeggiata del lungomare non fosse nuova.
Adesso abbiamo un lungomare dignitoso e ristrutturato, e ci sarebbe la strada (Via Mameli) da sistemare un po’, oltre ad altro, che abbiamo evidenziato in precedenti articoli, ma quello che a questo punto dovremmo toglierci di dosso, anche perché non ci costa niente farlo e ci darà soddisfazione, è quel nome: Marina vecchia.
Iniziamola a chiamare il Lungomare (o la spiaggia o la Marina, se proprio la volete così, alla Marinara) della Cesanella, e indichiamola quando poniamo insegne, pubblicità e indicazioni per i viandanti. Chiediamo al Comune dei cartelli per il quartiere e per il Lungomare della Cesanella.
Non dite che costa troppo e che non si può, perché tutto si può fare, se c’è volontà e se costa poco. Ci sentiremo meglio tutti, dopo, vedrete. Ormai la gente sa distinguere le valide motivazioni ostative dalle prese per il barbecue.
OMBRELLONI BUONI E OMBRELLONI CATTIVI
A chi non è mai capitato di vedere nella spiaggia libera quegli ombrelloni permanenti, con lucchetti e sdraie, che nessun vandalo ha mai osato lambire neppure con il proprio soffio ?
I vandali sono sempre più all’attacco, danneggiano gli stabilimenti balneari in regola, le automobili di quelli che non si fanno gli affari propri e anche quella giostra che anni fa, e fino all’anno scorso, veniva alla Cesanella, nel Piazzale Michelangelo, al lato nord, dalla parte del bar Contardi.
Eppure i vandali sembrano tutelare, come se fossero una Soprintendenza, questi ombrelloni sacri. A loro l’invito di avere la stessa cura che hanno per questi ombrelloni anche per gli altri beni privati, che invece danneggiano.
Neppure i controlli delle autorità demaniali e comunali sono utili perché rastrellano merce contraffatta e venditori abusivi, mentre gli ombrelloni sacri rinascono come funghi.
COMITATO PRO CESANELLA E L’ITALIA DEI VALORI
Fatevi un’idea, e leggetevi attentamente i nostri comunicati e quelli dell’Italia dei Valori di Senigallia, sul Parco della Cesanella.
Ricordiamo solo per scrupolo al gentile pubblico dei lettori del nostro sito, e a tutti quelli che desiderano capire, che un Parco non si realizza piantando allegramente degli alberelli nelle date che aggradano ai piantatori, bensì avendo cura di ciò che si vuole andare a fare, ossia approvando un progetto agronomico e tecnico al livello preliminare, e quindi definitivo ed esecutivo, dopo aver inserito l’opera nel programma delle opere pubbliche e soprattutto dopo aver elaborato un programma finanziario per la gestione che individui dei sistemi per la manutenzione del Parco a regime. Ciò occorre affinchè il Parco non diventi un posto poco curato e pericoloso, atteso che il Comune come è noto ha una limitata disponibilità di risorse umane da destinare alla manutenzione del verde, e non possiamo sperare che Autostrade ci curi in eterno la manutenzione del Parco.
I Parchi, come tutte le cose belle, nascono e crescono solo con la cura e con l’attenzione. Avevamo proposto un bando pubblico per affidare la gestione a chi proporrà, in un concorso di idee, un’attività ludica o ricreativa, e da essa trarrà il compenso per l’opera di manutenzione, secondo gli schemi della finanza di progetto.
I fatti sono che non vediamo i provvedimenti che servono per darci un Parco che tenga conto dei Valori ambientali della corretta gestione del Verde, nel tempo.
Forse siamo pignoli noi, o forse è meglio che la fretta e la concitazione pre – elettorale partorisca il gattino dell’inizio dei lavori del parchetto dalla incerta perimetrazione che ci offrono.
Vedete voi … fatevi un’idea, noi non chiediamo niente a nessuno, e neanche il voto, lottiamo per avere il Parco, perché è un diritto stabilito in piani e delibere Comunali, e quindi siccome non esiste ancora il Parco andiamo avanti e vi invitiamo a mandarci le vostre opinioni, anche quelle negative.
C'è nessuno che ha contato i posti macchina che verranno eliminati, dopo i lavori all'area Ex Sacelit Italcementi, dopo l’istituzione del doppio senso di marcia in via Corridoni (dietro la stazione), dopo aver forgiato la rotatoria davanti alla FS, e dopo aver realizzato la pretesa di rendere pedonale parte del lungomare?
Quanti nuovi posti saranno creati?
Andremo tutti al parcheggio sotto terra in Via Leopardi ed in attesa ci dobbiamo tenere le nostre auto a tracolla, in centro?
Avete passato anche voi del tempo, per immettervi nella Statale, in Via Leopardi, o in Via Po’ e vedete che l’attesa è sempre più lunga?
La mancata conta dei parcheggi e il loro strozzamento rende peggiore la vita di tutti, anche dei ciclisti, perché è inutile scrivere della gimkana che fanno ormai rassegnati, tra statale e lungomare, alla mercè di scat–scooter, di mototopi e di autosuv.
E’ inutile scrivere, è notorio.
L’incremento della densità della popolazione che sta agglomerandosi nella nostra fascia costiera decrementa la qualità della vita e degli immobili.
La frase che durerà è: andiamo nell’entroterra, combattiamo la crisi e coltiviamoci un futuro agro silvo pastorale. Oppure mandiamo a casa chi ci sta cementificando pure la zazzera!
Sig. Brendo Tavor
AGLI ORTI DEL VESCOVO ARRIVA CIO’ CHE MANCAVA: NUOVE VOLUMETRIE!
Il piano di riqualificazione della zona a ridosso del Duomo e di Piazza Garibaldi prevede nuove edificazioni, e la sistemazione di varie aree vicine: in particolare dell’area scoperta centrale rispetto ai fabbricati, un tempo adibita ad orti per il Vescovado ed oggi a bocciodromo.
Uno storico locale ricorda che fino a non moltissimo tempo fa risultava piena di beni archeologici sotto terra l’area vicino al fiume al lato degli orti del Vescovo, per cui propone una campagna di scavi e che sia promossa dalle autorità competenti, per l’interesse pubblico che la questione ha-
Secondo me gli scavi archeologici non si faranno mai fare, né a richiesta, né d’ufficio, mentre si faranno presto degli scavi per gettare altro cemento, nel tripudio generale.
Cesanellesi, arriverete in Piazza del Duomo e troverete un festoso cartello di lavori in corso!
Da noi, Senigallia, Italy, si tutelano le ciminiere, l’ex GIL, mentre la Sena Gallica Romana non merita neanche una campagna di scavo, sotto la Fenice c’è un pezzo di città antica malinconicamente deserta di cimeli che non vedranno mai la luce, e forse è meglio.
Pochi capiscono infatti che se troviamo qualcosa avremmo vantaggi per tutti, e per il turismo.
Quindi è meglio che i tesori rimangano sotto terra, perché qui l’unico valore è quello fondiario.
In questa vita non ho avuto voce in capitolo. Nella prossima vita, per la legge dei grandi numeri sarò io il vostro Sultano e chi domani getterà il cemento, dopo domani la scalpellerà, fino a ritrovare le radici del nostro passato, e riappropriarci delle nostre origini pagane.
Ci sarà un motivo per cui non frega niente a nessuno di tutto ciò, a parte lo storico di cui sopra e pochi altri.
La soluzione è nel titolo, ma non è un enigma difficile.
Nell’articolo si parla di partecipazione democratica, di possibili convergenze con il centro sinistra e dell’attuale partecipazione civica, che a Senigallia sarebbe più formale e controllata che reale.
Un benvenuto al nuovo Gruppo, da chi ritiene di non essere nè formale e controllato.
Il Comitato non è politicamente collocabile e dalla politica ha avuto solo promesse e delusioni finora.
Altri no, e buon per loro!
p.s.
Ai fini collaborativi, preciso che, a differenza di quanto è scritto nell’articolo allegato, Bush non si scrive Busch.
E’ importante questo aspetto, perché un politico altrimenti potrebbe essere confuso con un’industria multinazionale di pezzi di ricambio per auto.
Sig.a Dodi Testa
IL PARCO AGRO FLUVIALE D’L CESAN’
Quei malassù c’han fregat’ anca l’parc’, dop’ avè pres’ l’Ipercoop, l’imbocc’ d’la Cumplanar’ ‘nti denti (se s’fa) e la spiaggia sa i nudisti.
Lora han fatt’ l’Parc’ Agro Fluvial’, e a noialtri c’han lasciat’ ‘l Parc’Auto Stradal’ (sa la Bioedilizia, per puliss la bocca)!
Sig. Sudori Alfredo
IL PUNTO SUI PROBLEMI APERTI NEL QUARTIERE
“Parco” della Cesanella. Secondo quanto appreso dalla stampa, starebbe emergendo l’idea di far piantumare alberi alla Società Autostrade all’interno del “Parco” della Cesanella nel quadro delle opere di compensazione ambientale da realizzare per mitigare l’impatto dell’ampliamento dell’autostrada A14.
A nostro avviso, se deve essere prevista una “nuova” piantumazione di alberi, metterli dove è già stato previsto, fin dagli dagli anni ’70, un Parco che dovrebbe essere già esistente come standard urbanistico di “verde pubblico”, significa ridurre ad una le due aree verdi che potenzialmente Senigallia ha diritto di avere: una per il Parco, grazie al quale sono state costruite case, ai margini dello stesso, ed una per le obbligatorie opere di mitigazione ambientale. Altrimenti avremmo uno strano “prendi uno ma avresti potuto prendere due”.
Sarebbe quindi opportuno che sia subito avviato l’iter per la realizzazione del Parco, senza aspettare la società Autostrade. A costo zero, si potrebbe affidare mediante gara la realizzazione del Parco prevedendo il corrispettivo della gestione di attività ludiche o sportive da farvi realizzare, secondo gli schemi della finanza di progetto e del concorso di idee progettuali. Su questo punto possiamo e vorremmo collaborare fattivamente alla definizione di una proposta progettuale analitica, sostenibile e legittima, proseguendo l’opera di collaborazione già avviata con incontri e da sviluppare. Gli alberi della società autostrade potrebbero così valorizzare e tutelare altre zone, magari quelle a rischio frana, quelle che saranno maggiormente pervase dalle nuove opere pubbliche e quelle che non drenano a sufficienza la pioggia.
Tutta da verificare è la notizia, peraltro appresa da fonti autorevoli, secondo la quale nel bilancio comunale sarebbero stati stanziati trenta mila euro per il Parco, e che tale stanziamento sarebbe stato recentemente ridotto, perché in precedenza gli euro in bilancio per il Parco sarebbero stati ottanta mila.
Piazzale Michelangelo. Sarebbe opportuno fare chiarezza sulla situazione dell’area e sui piani approvati, e non solo pensati, per sistemarla. Sembra che sia allo studio l’idea di realizzare un parcheggio a ridosso della statale, al lato sud dell’imbocco del Piazzale, che potrebbe a sua volta diventare il centro di una maxi rotatoria. Non daremo peso a questa voce, perché è tale, ma vorremo sapere. Siamo aperti a valutare qualsiasi idea, ma vorremmo conoscerla, e partecipare alla discussione, se idee allo studio ve ne sono. Sarebbe opportuno che tutti i residenti possano apprendere dalla stampa locale le prospettive della futura destinazione del Piazzale, la sua futura dimensione, e quale destinazione eventualmente diversa avrà l’immobile che attualmente ospita una scuola dell’infanzia, così tutti potranno farsi un’idea, e non solo chi ha avuto la possibilità o la fortuna di apprendere le notizie o le idee allo studio direttamente dalle fonte.
Degrado delle fogne, della pubblica illuminazione e del verde. Al di là della disponibilità che abbiamo dato e che cercheremo di garantire, nei nostri limiti, per contribuire come volontari alla manutenzione di un’area verde, il nostro contributo sarà chiaramente una goccia nel mare delle cose da fare. Gli interventi in corso nelle strade centrali sono doverosi ma minimi ed insufficienti rispetto alle esigenze del quartiere. Tutti i residenti lo sanno, e non lo mandano a dire. Serve un piano triennale per sistemare tutte le strade, per avere la pubblica illuminazione, oggi inesistente perché coperta dagli alberi non potati, e soprattutto per la messa in sicurezza di tutte le pubbliche fognature del quartiere, altrimenti con le piogge battenti di questi tempi, a settembre rischiamo di vedere danni che sarebbe meglio prevenire. Sappiamo che le disponibilità finanziarie comunali sono limitate ma abbiamo anche visto spese a nostro avviso meno prioritarie rispetto alle emergenze segnalate. Esempi? Sommiamo tutti i contributi dati dal Comune nel 2009 e nei tre anni precedenti, ad associazioni e persone, per realizzare singoli eventi grandi e piccoli che potrebbero essere finanziati in altri modi, ed aggiungiamo le spese fisse relative alla partecipazione a For.ma., e ad altri organismi, forse utili ma a nostro avviso meno prioritari, ed infine sommare il risultato con il risparmio ingente che si otterrebbe razionalizzando, con un programma mirato al risparmio, la spesa per gli uffici, riducendo il numero dei dirigenti ed in particolare unificando (come prevederebbe il piano sociale regionale e la legge 328/2000) gli uffici dell’ambito territoriale sociale con l’ufficio servizi sociali del Comune. Si avrebbe un gruzzolo di danaro da spendere per voci a nostro avviso primarie, come la messa in sicurezza della Cesanella, e di altri quartieri in analoghe condizioni.
AL VIA L’ESPERIENZA DEL FORUM DELLE ASSOCIAZIONI SENIGALLIESI
Venerdì 17 luglio si è tenuta la prima riunione conviviale dei rappresentanti del Forum dei Comitati e delle Associazioni civiche di Senigallia, che ci ha consentito di avviare i primi contatti e di conoscerci, per unirci in un forum, che non sia una improbabile coalizione di movimenti, ma semplicemente una rete di partecipazione democratica attiva fra sensibilità diverse, tutte quelle che formano il nostro territorio.
Sarà più difficile, per chi decide, non ascoltarci, e far finta di niente, adesso che ci siamo uniti.
In attesa che il forum divenga, se del caso, un sito internet a sé, la sede virtuale del forum stesso, dove le associazioni potranno confrontarsi, è la rete internet dei siti di tutti i comitati e di tutti i bloggers che vorranno trattare, a siti unificati, i temi che ci interesseranno maggiormente.
Il progetto di un gruppo può diventare il progetto di tutti i gruppi, da oggi.
La proposta del forum partecipativo mira a farci lavorare insieme per lo sviluppo delle proposte delle associazioni, ad organizzare forme di protesta civile e a definire soluzioni ai problemi della città, iniziando dall’urbanistica e dalla sua espansione eccessiva, in rapporto alle esigenze dei residenti. Sull’esigenza di individuare un’idea di sviluppo alternativa per Senigallia, si è registrata una convergenza piena.
Il forum potrebbe vedere la partecipazione degli amministratori che desiderino porre le proprie proposte al vaglio delle associazioni, in modo da rendere più partecipata la formazione del programma, in questa fase terminale dell’esperienza delle Circoscrizioni.
Il Comitato Pro Cesanella … e non solo darà spazio a tutto quello che riusciremo a produrre insieme, in termini di ricerca, proposta, analisi e critica costruttiva.
Quest’esperienza partecipativa del forum nasce dal basso, a differenza di altre (Circoscrizioni, Consiglio delle donne, Scuola di Pace, bilancio sociale e partecipato, Agenda 21, ecc…), e quindi ha un valore aggiunto connaturato, nel senso che è espressione dei valori della sussidiarietà, secondo i quali la partecipazione attiva dei residenti alla vita di un dato territorio è la prima forma di governo locale: mette in rete gli interessi collettivi da far valutare agli amministratori e da discutere con loro, mentre il Comune e gli altri Enti locali dovrebbero governarci ad un livello superiore per coordinare le varie forme di partecipazione attiva ed intervenire con i propri poteri nello svolgimento delle azioni e delle funzioni che presuppongono capacità e prerogative che le libere espressioni associative non hanno.
Il forum offre anche il valore aggiunto dell’aiuto reciproco, e quindi gli esperti che operano volontariamente in una singola associazione potranno accordare il supporto tecnico di analisi ad altre iniziative, e magari veder ricambiato l’aiuto con analoghi interventi da parte di esperti in altri campi.
I campi sono quelli delle questioni locali: l’espansione edilizia, il futuro del porto, il debito comunale, il rilancio dell’economia locale, del piccolo commercio, la difesa delle scuole, del diritto alla salute ed all’assistenza sociale, il diritto spesso negato ad accedere ad una casa a prezzi ragionevoli, l’integrazione degli immigrati e degli esclusi (tajati fòri alla senigalliese), la tutela dell’ambiente, possibilmente con i fatti, e non solo.
Ecco svelato cosa significa, per noi, l’inciso “e non solo!”: crediamo nella partecipazione democratica attiva non strumentalizzata politicamente e la realizzeremo, fino a quando non avremo prodotto gli effetti positivi, che sono i nostri obiettivi.
Gli strumenti sono la ricerca, l’analisi specialistica di un problema che ne evidenzi le possibili soluzioni, ed individui le infiltrazioni ideologiche strumentali e le infiltrazioni affaristiche, per poi ricercare il consenso sulle azioni conseguenti, e quindi farle applicare, con i fatti.
Metteremo i risultati del nostro lavoro a disposizione di tutti, nel prevalente interesse al bene comune di tutti.
In conclusione, abbiamo avviato un’esperienza potenzialmente meno limitata di quella che può essere racchiusa all’interno di un Comitato o di un’Associazione, perché la prospettiva del confronto se ci unirà nel nome dell’esigenza di ricercare una sintesi, nel comune interesse, potrebbe far allontanare dal potere o mettere in difficoltà certi affaristi e chi usa la politica come strumento di potere assoluto.
CONTRIBUTI ALLE ASSOCIAZIONI CITTADINE
Si scatenato un vivace dibattito sui contributi assegnati dal Comune ad Associazioni:
La pagina del sito comunale dedicato alle Associazioni appare priva di indicazioni complete o link sui criteri prestabiliti e seguiti per l’assegnazione di contributi:
Cercando tra le delibere consiliari comunque ho trovato alcune informazioni.
Con delibera consiliare 42 del 22/6/90 risulta (da una determina) approvato un regolamento per la concessione di contributi a società ed enti di promozione sportiva.
Sempre cercando tra le determine on line, emerge che di prassi alle Associazioni viene erogato un contributo per la realizzazione di specifici eventi, dei quali l’Associazione che percepisce il contributo si assumere l’onere organizzativo.
Sono sempre concessioni di contributi, non per sostenere genericamente un’attività, ma per cofinanziare eventi definiti.
Appare difficile verificare se esistono e quali sono i criteri per l’attribuzione di provvidenze economiche e vantaggi economici, alle associazioni, e ad altri soggetti, affinchè realizzino manifestazioni, o meno.
Appare difficile appurare con quali atti sono stati approvati i criteri, e se e dove sono pubblicati on line.
Forse non sono riuscito a trovare io le informazioni, e se è così mi scuso pubblicamente ed anticipatamente.
Forse i criteri sono pubblicati da qualche parte, ma visto il dibattito che si è sviluppato, e vista l’esigenza di permettere la più ampia conoscenza, appare il caso di suggerire la pubblicazione ai sensi dell’art.12 della legge 241/90 in forma digitale ( v. d.lgs. 82/05 ) nella pagina del sito comunale dedicata agli atti fondamentali di tutti i criteri comunali predeterminati relativi alla concessione di sovvenzioni, contributi, sussidi ed ausili finanziari e l'attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere e persone ed enti pubblici e privati.
Se sono già pubblicati, la proposta vale come auspicio di una maggiore visibilità dei criteri comunali.
Perché tutti possano farsi un’idea, senza arrivare ad attaccare le singole persone, e nell’ottica di capire e documentarsi, prima di decidere cosa scrivere ed anche chi votare.
Una cosa è certa: in questo periodo serve la massima trasparenza nella gestione del danaro pubblico, e quindi metterei i criteri predeterminati per la concessione di contributi, di ogni tipo, nella home page del sito, in tutti i Comuni.
SPIAGGE
In relazione al caso dei nudisti denunciati mentre si trovavano nella spiaggia del Cesano, si può notare, a bocce ferme, che proprio nel momento in cui erano propugnati al Cesano, con il richiesto ausilio delle forze dell’ordine, i principi del decoro e del comune senso del pudore, nella limitrofa spiaggia della Cesanella, sguarnita dal servizio di salvamento, perché “libera”, un uomo moriva annegato per poi essere ripescato tempo dopo, non avendo avuto alcun soccorso tempestivo.
Esiste la libertà di fare il bagno nelle zone di spiaggia libera, a nostro rischio e pericolo, però.
Dobbiamo accettare il pericolo di morire?
Se pagheremo per andare in una spiaggia attrezzata, avremo più probabilità di sopravvivere, nel caso di malori in acqua. Questo mi infastidisce.
Se pagheremo un plus … avremo anche lettere che viaggiano più veloci, treni climatizzati e puntuali, acqua demineralizzata dal rubinetto, e anche l’aria buona dei paeselli che fanno pagare la tassa di scopo per il semplice soggiorno.
La nudità infastidisce più di questo modo di morire?
Ci vuole una commissione esperti per mettere gli operatori turistici in associazione, e per avere un servizio PUBBLICO di salvamento in tutta la spiaggia?
La vita non è un plus.
INCREDIBILE: LE INTERVISTE IMPOSSIBILI !
Incredibile scoop, con finale a sorpresa. Non ci credo.
Guardavo un’intervista sulla governance del territorio nella Provincia di Ancona, con domande e risposte dell’Assessore. Poi ….Non è uno scherzo, è un minuto di filmato vero!
Investite un minuto del vostro tempo, perché il finale (2”) è incredibile e merita.
CONTROLLI DI POLIZIA, REAZIONI ACCESE E SGATTAIOLAMENTI
Alcuni controlli delle forze dell’ordine recentemente svolti a Senigallia hanno scatenato la reazione accesa delle persone controllate, come risulta da questo articolo:
Non voglio scendere nel merito della discussione che si è sviluppata, perché il livello di approfondimento è tale che un nostro contributo sarebbe poco decisivo.
Mi limito a rilevare che anche gli italiani cercano con la loro fantasia di evitare le denunce.
In questo film, di fronte ad un vigile, un attore si finge matto, e poi arriva un certo Ugo Tognazzi che dandosi delle arie, usando parole così difficili da essere incomprensibili e con un look di prim’ordine, mette in fuga il vigile….guardate!
Tutto il mondo è paese.
Tutti dobbiamo crescere, chi in un verso, chi in un altro.
Tutti abbiamo qualcosa da migliorare, in noi stessi, e non sono solo gli altri a dover avere maggiore rispetto verso gli altri.
ASTA TOSTA
Il Comitato pro Cesanella e non solo ha redatto un articolo, parzialmente pubblicato dal giornale telematico cittadino e da altre testate:
La parte tagliata forse non è stata ritenuta interessante, forse poco diplomatica, troppo lunga o altro.
Non desideriamo sapere il perché, dai giornalisti, anzi ringraziamo per quello che ci concedono.
Ci basta scrivere qui la nostra storia, per intero, e gli altri la scrivano, per intero, di sé, a casa loro.
Accettiamo il taglio, perché non è un nostro diritto vederci pubblicati integralmente.
Fatto sta che la parte tagliata è succulenta….una tagliata di vitello. La gente giudicherà.
Ecco il testo dell’articolo, con la parte tagliata in corsivo…:
COMITATO PRO CESANELLA:
DESERTA LA PRIMA ASTA PER LA VENDITA DI TERRENI EDIFICABILI
Al primo pubblico incanto è andata deserta l’asta per la vendita delle aree comunali costituenti il comparto edificabile n.1 nel Comune di Senigallia, “Parco della Cesanella”, “valorizzato” ex art.58 legge 133/08. Una seconda asta pubblica è stata avviata, e prevede lo stesso importo, a base d’asta. La documentazione delle aste è nel sito internet istituzionale del Comune[1].
Anche nella seconda tornata di gara, come nella prima, le offerte economiche da presentare per un singolo lotto o per l’intero comparto devono essere in aumento rispetto alla somma a base d’asta. L’intero comparto ha una superficie di 13.043 mq, ed è venduto a base d’asta al complessivo valore di € 3.384.234,72 € per cui ogni mq verrebbe a stare circa 259,47 € .
Il valore complessivo del comparto rappresenta, per il Comune, un importo congruo, tanto che è stato iscritto come entrata nel bilancio di previsione ed è decisivo, come entrata prevista, ai fini del raggiungimento del pareggio di bilancio.
Se non dovessero essere presentate offerte per l’acquisto dell’area, in questa seconda tornata di gara, andrebbe evitata la vendita a trattativa privata, con offerte singole, che potrebbero pervenire, con ribassi più o meno accentuati, e scelti dal privato.
Sarebbero invece utili, per tutti, alcune soluzioni alternative, che sono proposte, per acquisire, con trasparenza, concorrenti proposte di acquisto, e scegliere così la migliore, senza far ribassare l’importo della vendita, iscritto in bilancio come entrata, e scritto nel bando, come base d’asta.
Una prima ipotesi potrebbe essere quella di soprassedere alla vendita, nel caso in cui la seconda asta dovesse andare deserta, e nel frattempo dare avvio ai lavori relativi alla realizzazione ed alla forestazione del Parco della Cesanella. Il Parco risulta previsto in strumenti urbanistici fin dagli anni ’70, per cui la sua effettiva realizzazione potrebbe far venir meno ogni dubbio su se e quando sarà fatto, e con quale estensione. In tal modo, il Comune sarà agevolato nella ricerca di un compratore dell’area, al prezzo stabilito, in quanto per chi compera un conto è vedere un Parco vicino alle case, ed un altro conto è sapere che sarà realizzato, ed aspettare.
Dopo due aste deserte, sarebbe consigliabile di evitare di aspettare offerte al ribasso. E’ preferibile un avviso pubblico, da diffondere con ulteriori sistemi di comunicazione (siti internet con diffusione internazionale, giornali con annunci immobiliari di analoga rilevanza, ecc..).
L’avviso pubblico, a differenza della trattativa privata, permette di prestabilire le condizioni contrattuali ritenute inderogabili dal Comune, di fronte alla platea di tutti i possibili acquirenti.
Una seconda ipotesi, per riequilibrare il bilancio, senza svendere porzioni di territorio, potrebbe essere quella di individuare soluzioni alternative per trovare gli oltre tre milioni di euro mancanti nel bilancio. Nel corso di alcune riunioni con esponenti del Comune, il Comitato ha indicato soluzioni sostenibili in questo senso.
Se il Comune dovesse sostenere che l’unica soluzione possibile a questo punto è vendere al ribasso il terreno edificabile della Cesanella, si potrebbe dedurre che il bilancio sia in una situazione di squilibrio strutturale, considerato che per il prossimo anno non ci sono altri 13.000 mq da vendere all’asta, a queste condizioni, per realizzare case, e visto anche che il 2010 non si preannuncia certo come un anno fecondo, che porterà maggiori entrate.
Se qualcuno dovesse sostenere che un ribasso potrebbe essere giustificato, guardando ai prezzi di mercato, si potrebbe replicare che allora il bilancio 2009 non è in pareggio, e che vanno rifatte altre due aste, mettendo il prezzo stimato da chi dovesse confutare la stima del Comune.
Il deficit insanabile non è una buona ragione per vendere al ribasso, in altre parole.
La coperta forse è corta, o forse no, in ogni caso noi chiediamo il Parco, subito, ed aste toste, come quella in essere, senza deviazioni e senza trattative private: il modello è Ezio Greggio, quando, ai tempi di Drive in, grazie al potere mediatico della tv, in riuscì a vendere bene anche i quadri di Teomondo Scrofalo.
Ai Comitati ed alle Associazioni civiche cittadine Ai Cittadini di Senigallia
Oggetto: presentazione del Forum dei Comitati e delle Associazioni.
I principali partiti politici locali, in vista delle prossime elezioni comunali, hanno avviato campagne d’ascolto, per conoscere ed approfondire i problemi del territorio, anche attraverso quanto hanno da dire e proporre le espressioni associative locali nate spontaneamente, essendo terminata per legge l’esperienza delle circoscrizioni comunali. In alcuni casi le associazioni sono convocate, in altri casi esponenti politici vanno dalle associazioni e partecipano direttamente. In altri casi ancora, emerge un distacco inaccettabile, sul piano etico. Comunque, buona parte dei partiti cerca di condividere e risolvere i problemi delle associazioni e della gente, per il bene comune, nei termini che le associazioni analizzano, in ottica propositiva. Piccolo particolare: negli interstizi nascosti nei partiti sono a volte annidati soggetti che riescono ad influenzare in forma lobbistica le decisioni, in modo da perseguire interessi particolari, a scapito di quelli più generali. Non è il caso di fare nomi, anche perché basta aprire un giornale qualsiasi per capire il malcontento dei cittadini verso certe decisioni di molti Comuni e quindi non è difficile capire il perché i cittadini sentano molto questo tema. Da qui la crisi dei partiti ed il fiorire delle associazioni, di gruppi di blogger e di comitati civici. Abbiamo l’idea di unirli in un Forum, per far sentire meglio le nostre idee, senza che nessuno sia strumentalizzato, o debba piegarsi in nome di posizioni programmatiche comuni.
Un forum, sul modello di Agenda 21: qualcosa di diverso da un gruppo che fa politica, e non per fare politica, ma per risolvere problemi concreti, con una visione più ampia di quella che un singolo comitato può produrre.
Quando, per esempio, si parla di una scuola da salvare, di un albero da potare, di una fogna inadeguata o di un Parco da non sotterrare quasi tutto, sotto il calcestruzzo, saltano gli steccati ideologici, e quindi la formula dei Comitati appare felice per un certo verso: partendo dal particolare, si arriva a lavorare insieme per il bene di tutti e si allontanano anche le ingiustizie e gli affarismi, fino a definire una nuova prospettiva, rispetto a quella inconcludente, a livello locale, tra destra e sinistra. Da una parte, porremo l’approccio pragmatico, professionale e costruttivo, dall’altra lasceremo i partiti, che a volte sembrano vittime dell’egoismo di chi scambia la politica per un autobus, grazie al quale poter giungere, di nascosto, al perseguimento di interessi particolari, che più personali non si può.
Il lobbismo si combatte imponendo la sua visibilità. La gente deve sapere chi sta con chi.
Il territorio ricerca una connessione con i poteri locali attraverso le numerose e spontanee forme associative nate per difendere i propri valori, le proprie identità e per partecipare attivamente alla risoluzione di problematiche locali. Il fervido associazionismo locale è il segnale più chiaro della crisi della politica, e la crisi finirà quando avremo la consapevolezza di poter svolgere un ruolo decisivo ai fini del cambiamento. Il ricambio della classe politica, ed il suo avvicinamento ai problemi di tutti i cittadini passa quindi attraverso un Forum, che il Comitato Pro Cesanella, supportato da esperti e docenti universitari specializzati, intende sostenere, fino a giungere alla formazione di una rete partecipativa aperta a tutti coloro che intendano perseguire con i metodi associativi e democratici gli obiettivi propri delle forme associative che rappresentano. La rete potrebbe rappresentare l’elemento catalizzatore, in grado di amplificare e dare forza alle diverse istanze, assicurando il necessario sostegno, sul piano del supporto organizzativo e tecnico. L’autonomia di ciascun gruppo non è in discussione. Come in un forum, sono posti dei temi, in un sito internet, e ciascuno sarà libero di elaborare proposte, richieste od evitare qualsiasi forma di contatto. Il confronto sarà aperto ad un confronto con tutti i partiti ed a tutti i tipi di osservazioni, visto che le cappe ideologiche non rappresentano più ostacoli insormontabili per vivere esperienze civiche rivolte in forma costruttiva ai problemi concreti della città. Siccome non abbiamo una sede e l’Associazione che gestisce il Bocciodromo della Cesanella ha limitato a quattro serate all’anno la disponibilità di una sala per le nostre riunioni, la prima riunione in cui sarà presentato il forum si svolgerà durante una cena conviviale.
Pertanto, per dare impulso al confronto e presentare l’iniziativa del forum ed il sito, è convocata per il giorno 17 luglio pv alle ore 20,30 presso il ristorante, pizzeria “ La Baia da Simone “.
Aspettiamo tutti quelli che hanno realmente voglia di fare.
Cordialmente, Comitato Pro Cesanella … e non solo!